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Isola delle Femmine è un comune della provincia di Palermo, in Sicilia.

Il comune deve il nome all'isolotto che gli sta di fronte chiamato appunto Isola delle Femmine.

L'origine del nome non è certa: la leggenda vuole che sull'isolotto sorgesse in tempi remoti un carcere femminile ma gli archeologi non hanno trovato resti di carceri.

Un'altra leggenda narra che il conte di Capaci s'invaghì di una donna del luogo e la fece imprigionare sull'isolotto di Isola delle Femmine perché nessun altro uomo la toccasse. Ma lei non lo ricambiava e in una notte di maestrale, mentre il mare era in tempesta, si gettò tra gli scogli, morendo. Da allora, ogni anniversario della sua morte, si sentono le sue grida provenienti dall'isolotto.

I genitori di Joe Di Maggio, Giuseppe e Rosalia Mercurio, sono nati a Isola delle Femmine.

Diverse leggende hanno subito il fascino esercitato dalla torre ormai in gran parte diroccata che sovrasta l'isolotto.

Quella più conosciuta considera la torre come prigione per sole donne.In realtà sia la torre sulla terraferma, detta Torre di "dentro", sia quella sull'isolotto, detta Torre di "fuori", facevano parte del sistema di avviso delle Torri costiere della Sicilia.

Quella sulla terraferma è sicuramentela la più antica, di forma circolare, e la tipologia del manufatto la fa risalire a quelle coeve di Capo Mongerbino e di Capo Rama, probabilmente costruite nel '400 al tempo del re Aragonese Martino il giovane.

Quella sull'isolotto è invece di tipologia riconducibile all'architetto fiorentino Camillo Camilliani, molto più noto per essere stato l'artefice della Fontana Pretoria a Palermo.

Si narra che il bellissimo isolotto denominato "Isola delle Femmine" fosse stato un tempo una prigione occupata solo ed esclusivamente da donne.

Tredici fanciulle turche, essendosi macchiate di gravi colpe, furono dai loro congiunti imbarcate su una nave priva di nocchiero e lasciate alla deriva.

Vagarono per giorni e giorni in balìa dei venti e delle onde finché una tempesta scaraventò l'imbarcazione su un isolotto nella baia di Carini.

Qui vissero sole per sette lunghi anni fin quando i parenti, pentitisi della loro azione, le ritrovarono dopo molte ricerche.

Le famiglie così riunite decisero di non fare più ritorno in patria e di stabilirsi sulla terraferma. Fondarono quindi una cittadina che in ricordo della pace fatta, chiamarono Capaci (da "CCa-paci" ovvero: qui la pace) e battezzarono l' isolotto sul quale avevano dimorato le donne "Isola delle Femmine".

Una testimonianza di Plinio il Giovane in una lettera indirizzata a Traiano, considera l'isola residenza di fanciulle bellissime che si offrivano in premio al vincitore della battaglia.

Altra presunta origine trova nel nome latino "Fimis" la traduzione dell'arabo "fim" che indicherebbe la bocca, il canale che separa l'isola dalla costa. Secondo altri autori il nome dell'isola deriverebbe da "Insula Fimi" in riferimento ad Eufemio, governatore bizantino della Sicilia.

L'isolotto di Isola delle Femmine è stato considerato sin dall'antichità e per tradizione un luogo da impiegare a scopo economico e difensivo grazie alla sua posizione e conformazione, che rende un sicuro riparo contro i venti di levante a tutte le piccole imbarcazioni. L'isolotto si trova, infatti, a 300 metri dalla costa ed ha una conformazione ovale dovuta all'erosione dei forti venti che spirano nella zona.

Dal promontorio dell'isola si possono vedere il monte Pellegrino, il promontorio di Capo Gallo, i comuni di Carini, Isola delle femmine e Capaci e si può ammirare anche l'isola di Ustica.

Dato che il terreno, per la particolare configurazione del suolo, non era particolarmente adatto alla coltivazione, l'unico mezzo di sostentamento per gli abitanti della zona era la pesca.

Non distante infatti in quelle acque vi era stagionalmente il passaggio dei tonni e ben presto i pescatori della vicina Capaci, discendenti degli stessi Turchi delle fanciulle imprigionate sulla torre dell'isolotto, si organizzarono per la pesca del tonno.

Tra l'altro, risalgono al periodo ellenistico i resti di sette vasche in cocciopesto per la preparazione del garum, una ricercata salsa di pesce, commerciata nel Mediterraneo: la traccia di uno stabilimento per la lavorazione del pesce rende il luogo importante dal punto di vista archeologico.

Il ritrovamento nel mare antistante di ceppi di ancore in piombo, e resti di anfore puniche e romane, accresce il valore del sito. La torre, cosiddetta di "Fuori", costruita in prossimità del punto più alto dell'Isola, a 35 m sul livello del mare, risale al XVI secolo.

Ha pianta quadrata, con spessori murari di oltre due metri, che la rendevano una fortezza inserita nel sistema difensivo delle torri costiere contro gli attacchi dei pirati alla terraferma.

Sfortunatamente, gli eventi che hanno caratterizzato lo sbarco degli Alleati durante la Seconda Guerra Mondiale, l'incuria del tempo e l'insensibilità della locale classe politica hanno trasformato la torre in un rudere, il cui muro, quasi intatto, al di sopra della ripida scogliera del versante nord è ancora il volto che l'isola offre di sé al mare.

In passato l'isola era ricoperta di vegetazione tipica della macchia mediterranea.

L'intervento dell'uomo ne ha modificato l'aspetto favorendo così l'utilizzo dell'isola per la pastorizia praticata fino ai tempi recenti. L'isolotto e il mare circostante sono diventati riserva naturale negli anni novanta.

Sull'isolotto di Isola delle Femmine sono presenti gabbiani reali, conigli selvaggi e topi.

I conigli sono stati messi dagli abitanti di Capaci sull'isolotto per delle battute di caccia ma, da quando il territorio è diventato riserva naturale, la caccia non è stata più possibile e i conigli hanno proliferato, diventando tantissimi, sopravvivendo nutrendosi solamente di una pianta speciale che cresce solo sull'isolotto.

Fonte Wikipedia

Vedi anche: Joe Di Maggio

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