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Nel 1951, la Corea del Sud emise una serie di francobolli in onore dei numero­si Paesi delle Nazioni Unite che parteci­pavano in sua difesa alla guerra in cor­so.

Due esemplari furono dedicati all'Ita­lia: essa, però, non solo non prese parte al conflitto, ma a quell'epoca non faceva neppure parte di tale organizzazione in­ternazionale.

Inoltre, come bandiera, era raffigurata quella con al centro lo scudo sabaudo sormontato dalla corona reale, che da anni era stata sostituita da quella repubblicana. In seguito alle proteste italiane, venne apportata una modifica: la corona fu tolta, ma lo scudo rimase. 

Cenni storici

La prima partecipazione dell'Italia repubblicana ad una missione militare all'estero, appena terminata la II Guerra Mondiale, è stata quella in Corea del Sud.

Era il 25 giugno 1950 quando nella penisola coreana scoppiò una guerra che avrebbe rappresentato uno dei momenti più acuti della Guerra Fredda: l'esercito nord-coreano invadendo la Corea del Sud determinò un'immediata e forte risposta da parte delle Nazioni Unite che inviarono i propri Caschi Blu con l'obiettivo di liberare il paese invaso e ristabilire, militarmente, lo status quo.

Il mandato ONU fu affidato agli Stati Uniti che inviò nel paese asiatico, nel corso dei tre anni di conflitto, oltre 1,3 milioni di soldati al comando del Generale Douglas MacArthur.

17 furono i paesi che affiancarono gli americani in questa operazione internazionale: oltre a Gran Bretagna, Australia, Canada, Turchia, Nuova Zelanda, Francia ed altre nazioni, vi fu pure una partecipazione Italiana.

Su richiesta della Croce Rossa Internazionale e con l'obiettivo di portare aiuto alle popolazioni civili martoriate dalla guerra e ridotte in miseria, la giovane Repubblica Italiana inviò in Corea del Sud un ospedale da campo da 100 letti.

Era il novembre 1951.

Diretto inizialmente dal Cap. Medico Luigi Coia, a partire dal 1952 l'ospedale fu sotto la responsabilità del Magg.Medico Fabio Pennacchi, e assunse la responsabilità di fornire assistenza sanitaria per le popolazioni di una vasta zona compresa tra le città di Inchon, Seul e Suwon.

La missione italiana in Corea durò fino al 31 dicembre 1954, ben oltre la firma dell'armistizio e senza dubbio rappresentò un ottimo viatico per l'ingresso dell'Italia nelle Nazioni Unite, avvenuto il 14 dicembre 1955.

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