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Peperoni arrosto

di Luciano Pellegrini 

Era consuetudine fino a pochi anni fa, ad inizio settembre, di pensare all'inverno...

Le case di molti cittadini si animavano per fare le bottiglie e barattoli con pomodori, melanzane, peperoni, zucchine, altro.  La famiglia intera si raccoglieva in casa e per un paio di giorni ognuno aveva un incarico.

Risalire dal fondaco le bottiglie e verificare se erano pulite, acquistare gli ortaggi buoni ed a minor prezzo, una operazione non semplice, preparare il posto di lavoro con idonei attrezzi, importante il secchio della spazzatura, non c'era ancora la raccolta differenziata,Quindi tutti al lavoro, una filiera familiare, ma che deve produrre il massimo.

Questa attività faticosa ha il risultato di mangiare in inverno prodotti agricoli come se fosse il tempo della raccolta.

Presenterò il peperone arrosto.

Sto trascorrendo gli ultimi giorni al mare a Francavilla al Mare, nella provincia di Chieti, in Abruzzo,  presso lo stabilimento E' NATA UNA STELLA.

Loredana, moglie di Cesare,il proprietario dello stabilimento,ha acquistato un quintale e mezzo di peperoni.

Rossi, dritti, grandezza media, duri.Una bella ed ampia fornacella alimentata a gas che scalda la pietra lavica .

Questa pietra ha la proprietà che resa incandescente dal gas produce un calore intenso e continuo.

1-Bisogna sistemare i peperoni sulla griglia.Compito di Loredana mentre la filiera delle “amiche” ognuna sistema il suo posto di lavoro, tutto preciso con attrezzi casalinghi.Il peperone cuoce e non si brucia, bisogna girarlo spesso con un utensile simile ad una pinza.L'acqua resta dentro il peperone che si gonfia, ma questo è il segreto per non farlo bruciare e renderlo digeribile.Appena è cotto il peperone viene preso e poggiato in una vaschetta, rapido taglio della punta, esce l'acqua e poi viene depositato in un'altra vaschetta.

2-Il peperone deve essere pulito.Si posa sul tavolo,si taglia verticalmente e si allarga. Con una sicura e veloce tecnica, servendosi di un coltello, viene liberato dai semi, rigirato e spellato, resta intero.

3- Ottenere i filetti.Con facilità ,ma penso che è seccante, viene prelevato questo peperone e con velocità e maestria si ricavano i filetti di peperone, uguali e larghi un paio di millimetri.

4- ImbustarePer la conservazione, il peperone viene surgelato.Bisogna metterli in un sacchetto, sembra facile, ma anche qui c'è una tecnica.Riempito il sacchetto, con la mano si fa pressione in modo da renderlo piatto e senza aria.In tal maniera occupa poco spazio e si può fare una pila di buste nel congelatore.Evviva la filiera ha lavorato intensamente, le ore sono trascorse velocemente ma c'è allegria.In inverno c'è un ottimo contorno.

Si scongela il sacchetto ed i peperoni sembrano appena arrostiti, si diffonde il profumo originale.

Si condiscono con abbondante olio di oliva, prezzemolo, aglio rosso di Sulmona.

Bisogna mescolare ben bene sino a far diventare il piatto cremoso.

Non resta che fare le porzioni e mettere nei piatti.Si accompagna bene a qualsiasi secondo, carne, pesce baccalà, patate, con dell'ottimo pane e Montepulciano, buon appetito!

Quando rende un chilo di peperoni?

La resa è bassa, circa il 25 per cento.Quindi un quintale di peperoni rende 25 chili.

La spesa?Non è bassaCirca quattro euro a chilo.

Il lavoro tanto e purtroppo c'è anche sporcizia, ecco la scelta di farlo all'aperto, al mare... non si sporca la casa.

Ne vale la pena?Certamente si anche per conservare queste tradizioni.Ricordo che circa 50 anni fa, non esistevano i congelatori.

I peperoni si infilavano nelle bottiglie di gassosa e la tecnica era quella di infilarli dentro con un bacchetta di legno.

Per tanti anni ho fatto questa operazione. La qualità non era come oggi, congelati, perché la bottiglia doveva bollire e quando si apriva c'era acqua ed il peperone era più molle.

Anche per mettere fuori i peperoni dalla bottiglia non era semplice.

Avevo ricavato da un filo di ferro un uncino, che infilavo nella bottiglia, catturavo il filetto e senza rovinarlo, questo era il difficile, lo tiravo fuori.

Lavoro lungo e stressante.

La tecnologia ha fatto passi da gigante, ma non possiamo dimenticare!

Però la famiglia era più unita e ceratamene non c'era il disadattamento giovanile!

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