Giuseppe ConteCon la futura uscita di Renzi dal Pd il governo ha 5 azionisti. Come negli anni ’80

di Alessandro Sallusti*

M anca ancora l’ufficialità ma tutto lascia intendere che tra poche settimane Matteo Renzi lascerà il Pd per dare vita a gruppi parlamentari propri, si prevede composti da una ventina di deputati e una decina di senatori.

“Homo sine poltrona imago mortis”

di Arturo Diaconale*

Quello che Matteo Renzi si accinge a varare è un partito che ha come obiettivo immediato, pratico e concreto, di consentire all’ex premier di sedere al tavolo dove gli alleati di governo decidono i vertici delle società controllate dallo Stato.

"Non c'è alcuna discontinuità"

Per Luigi Di Maio c'è un limite alla discontinuità che i nuovi alleati hanno chiesto rispetto al governo gialloverde.

È quello della "linea Minniti": "Più indietro, non si torna".

I flussi migratori, per il leader grillino, vanno sì regolati e gestiti, ma senza prendere posizioni troppo diverse dalla Lega.

Nino Di Matteo“Una spallata al sistema che ci sta portando verso il baratro''

"L'appartenenza a correnti o cordate è diventato l’unico modo per fare carriera e questo è un criterio molto vicino alla mentalità e al metodo mafioso".

Decidono tutto i democratici

di Francesca Angeli*

Il paradosso del M5s: ha più parlamentari di tutti, però deve sempre subire. Prima la linea leghista, ora quella Pd.

Allearsi non fa bene ai Cinquestelle.