Roberto GuarnieriLa Legge di Bilancio inizia l’iter parlamentare

di Mino Tebaldi*

Oggi al via la discussione in Senato.

Eppure, la maggioranza vive in continua fibrillazione.

Antonello Nicosia"Un tramite tra boss e i clan"

di Angelo Scarano*

Nicosia avrebbe avuto rapporti in carcere con i fedelissimi di Matteo Messina Denaro.

Al telefono insultava Falcone.

Ira di FI: "In Rai è inaccettabile"

di Angelo Scarano*

Le dichiarazioni choc del pm: "Patto tra clan e Berlusconi".

Insorgono gli azzurri: "Quello di Di Matteo un vaniloquio da mitomane".

Luigi Bisignani"Giuseppe Conte getta la spugna, ha già capito tutto"

Sono tempi duri per Giuseppe Conte al timone di una nave che sta per affondare.

Cinque Stelle e Pd, se tutto va bene, sono più difficili e distanti della precedente alleanza tra grillini e leghisti.

Questo il premier lo sa bene, tanto da pensare di abbandonare gli ingombranti giallo-rossi.

"Giuseppi ha un diavolo per capello - scrive Luigi Bisignani sulle colonne del Tempo - e sta riflettendo se gli convenga andare avanti a governare o gettare la spugna, con la speranza di diventare una riserva della Repubblica.

Ha capito, anche dai sondaggi in caduta libera, che nel governo giallo -rosso non è scattata l'alchimia con i ministri chiave".

Inutile dire che tra Copasir, Di Maio e Zingaretti, le sue ore di sonno diminuiscono sempre di più.

Se poi ci si mette pure la manovra economica è la fine.

"L'Economia è diventata un vero e proprio dramma - prosegue Bisignani -.

Conte si è esposto personalmente per la cancellazione delle commissioni sui pagamenti elettronici con le banche, che invece lo hanno costretto a sborsare fondi pubblici aumentando, anziché tagliare, i loro guadagni".

Non solo, perché il presidente del Consiglio si è assunto anche le responsabilità delle discussioni con i manager delle aziende, a cui voleva tassare le auto, e con i proprietari di case per l'aumento delle aliquote. Insomma, se prima si lamentava di avere poca voce in capitolo, ora ne ha anche troppa.

"Il pensiero di Conte va a Italo Calvino. Il Visconte dimezzato, il Barone rampante o il Cavaliere inesistente? - si domanda il giornalista -.

O forse tutti e tre insieme, giacché il Premier, si sa, non è mai stato un personaggio monodimensionale.

Forse se si ferma un po', per tornare dai suoi studenti o per qualche conferenza in giro per il mondo, fa un favore a se stesso e agli italiani.

Chissà che proprio Mattarella non glielo chieda presto.

Al Quirinale hanno ben chiaro quando chiamare il rien ne va plus".

*www.liberoquotidiano.it

tutti pazzi per la Civita

Matteo RenziRenzi è lo stesso di sempre, giocoliere di numeri, parole e poltrone

di Alessandro Sallusti*

Matteo Renzi prova ad attirarsi le simpatie dell'elettore liberale facendo la voce grossa contro la manovra tutta tasse (alcune delle quali particolarmente odiose e onerose per il ceto medio e le imprese) del governo Conte e contro il premier stesso.