L'imperatore Vespasiano tassò l'urina: pecunia non olet

Nel 1874 il governo inglese applicò un'imposta ai suoi cittadini che portavano cappelli.

Lo Zar di Russia Pietro il Grande faceva pagare una licenza a chi voleva portare la barba, nella (vana) speranza di europeizzare gli usi del suo popolo.

Il mondo non ha perso la fantasia nel tassare tutto il tassabile, dalle droghe al sesso.

Ecco una rassegna di stranezze dagli erari di tutto il mondo, spesso contro i suoi cittadini, ma a volte anche a favore, grazie a deducibilità curiose.

Le Streghe

La massima parte delle persone accusate di stregoneria, nei secoli passati, erano donne: aveva­no un'età media di circa sessantanni e vivevano per lo più da sole; molte, ad esempio, erano vedove.

Secondo alcuni studiosi. le ultime due presunte «streghe» furono con­dannate a morte dopo un rego­lare processo e decapitate nel 1775 e nel 1782, la prima in Germania e l'altra in Svizzera.

I 27 più strani fatti medici

In un libro una raccolta di curiosi fatti medici.

Eccone ventisette di questi

Sapevate che ogni mille bambini, uno nasce con già un dente?

Oppure che ogni persona durante la propria vita perde 22 chili di pelle?
Queste e altre curiosità sono raccolte in un libro che s’intitola The People's Almanac Presents - The Books of Lists, No. 2, compilato da Irving Wallace, David Wallechinsky e Amy Wallace. Questo volume raccoglie, tra gli altri, diversi fatti strani in materia medica di cui ne riportiamo altri 25.

Il vero «Capitale» di Marx? Ventottomila euro

di Daniele Abbiati

Era un capitale davvero minuscolo, quello che l’autore del Capitale (maiuscolo) lasciò in eredità alla figlia Eleanor: la miseria di 250 sterline, che oggi sarebbero 23mila, cioè circa 28mila euro.

Se Karl Marx (1818-1883) sapesse che chiunque può andare a mettere il naso sull’entità e sulle modalità del suo lascito, da buon conservatore (a dir poco) quale era, almeno fra le pareti domestiche, s’appellerebbe alla privacy, un termine che nella Londra da lui vissuta non aveva ancora il significato a noi ben noto di... «fatti nostri».

 ISTRUZIONI PER RESISTERE IN UN PAESE "SOTTO COMMISSARIAMENTO VATICANO"

 

Reato” e Peccato”: quale la differenza?

Nel 1764, nell’opera “Dei delitti e delle pene”, il giurista e filosofo milanese Cesare Beccaria declarò una distinzione temeraria per l’epoca: quella tra “peccato” e “reato” (ragion per cui l’opera fu destinata ad essere iscritta nell’indice dei "libri proibiti").