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Oriana FallaciQuella sulla Fallaci è una fiction deludente, leggerina, poco aderente alla realtà

di Vittorio Feltri*

Parlare male della Rai è la cosa più comoda del mondo: basta guardare i suoi programmi e sceglierne uno a caso per avere materiale all'uopo.

Prendiamo L'Oriana, la fiction dedicata alla Fallaci, e diciamo subito ciò che hanno detto praticamente tutti: deludente, leggerina, poco o punto aderente alla realtà.

Eppure mi aspettavo di peggio. Infatti, se gli autori avessero pescato nel grande mazzo di luoghi comuni raccontati sulla scrittrice dai suoi detrattori, quando era in vita, ne avrebbero ricavato un quadro clinico, quello di una pazza isterica, piena di sé, sempre alla ricerca del successo facile.

La maggioranza degli intellettuali, specialmente i mediocri e i conformisti, ignoravano e ancora ignorano che il successo non è mai facile, altrimenti ce l'avrebbero anche loro, e le rare volte che scrivevano di Oriana lo facevano soltanto per denigrarla e irridere alle sue opere, giudicandole alla stregua di sfoghi isterici ispirati al desiderio di piacere al popolazzo.

La Fallaci in attività era più che disprezzata: le recensioni della sua produzione giornalistica e letteraria sprizzavano odio una riga sì e l'altra pure.

D'altronde, come si fa a non detestare una signora i cui libri vendevano centinaia di migliaia di copie, che le procuravano diritti d'autore in quantità mai vista dai suoi colleghi, costretti per campare a pubblicare boiate su rivistucole varie, preferibilmente progressiste?

L'invidia porta chi la prova ad abbassare la bravura altrui per livellare la propria. Se afferma che tu, persona capace di ottenere risultati eccellenti, sei stupido, mi sento superiore a te. L'umanità tende a consolarsi così dei propri fallimenti.

Ora che finalmente Oriana è morta e non irrita più gli scribi (limitati) con i suoi folgoranti best sellers, costoro si sono placati e hanno smesso di sputare veleno su di lei. Ma noi siamo di buona memoria e non dimentichiamo le loro invettive puntuali che la colpivano quando un suo volume compariva in libreria.

Il diapason delle feroci critiche alla Fallaci fu raggiunto allorché ella pubblicò la famosa trilogia sulle minacce islamiche alla nostra civiltà, testi che oggi vengono riconosciuti da chiunque come profetici.

La fiction mandata in onda a puntate dall'antenna di Stato segna quindi una svolta netta. La giornalista fiorentina è trattata addirittura con affetto. Niente insulti e solo carinerie.

Intendiamoci, non siamo davanti a un capolavoro, bensì a un compitino diligente, edulcorato che narra la storia tribolata di Oriana più in chiave sentimentale che non professionale.

Non importa. Conta un fatto: è cessato il fuoco contro di lei. Meglio una carezza maldestra di un calcio nella schiena. Forse non è sbagliato ripetere che il tempo è galantuomo.

Peccato. La donna è sottoterra e non ode i tanti peana che la renderebbero felice.

*www.ilgiornale.it

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