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Un altro vertice tra Renzi e la Merkel, l'ennesimo.

di Alessandro Sallusti*

Che cosa avranno mai da dirsi questi due ogni settimana non si sa.

Probabilmente si vedono per fare scrivere a noi che si sono visti e distrarre così l'opinione pubblica, o forse mettono in pratica la vecchia legge della politica che recita: quando non sai più come fare a risolvere i problemi fai un vertice, oppure una bella commissione, d'inchiesta o di studio a seconda dei casi.

Per stupire di più, il premier ha messo al bando i grigi palazzi della politica. Sette giorni fa la location del summit è stata la portaelicotteri Garibaldi ormeggiata al largo di Ventotene, ieri il faccia a faccia si è svolto a Maranello, sede della Ferrari.

Probabilmente si è trattato di uno scambio di cortesie con Marchionne: il capo della ex Fiat si spende quotidianamente a favore del «sì» al referendum renziano, il premier ricambia spendendo nostri soldi per portare la prestigiosa Angela nel quartier generale dei rivali storici della Mercedes.

Affari loro, insomma. Perché qui, vertice dopo vertice, la situazione non fa che peggiorare. Ieri sono usciti gli ultimi dati, ovviamente negativi, sull'andamento della disoccupazione che fanno seguito a quelli disastrosi sulla crescita e a quelli imbarazzanti sul calo di fiducia delle imprese e delle famiglie.

L'unica cosa che cresce è il numero degli immigrati che ogni giorno sbarcano sulle nostre coste.

È la prova che questi faccia a faccia servono solo a perdere tempo nel dire che non c'è più tempo da perdere.

Noi che abbiamo scritto a titoli cubitali «Forza Renzi» all'indomani del terremoto, oggi diciamo con altrettanta franchezza: «Sveglia Renzi».

Siamo con il premier per salvare il salvabile di Amatrice e dintorni, ma non vorremo nel frattempo assistere in silenzio al crollo di quel poco che resta ancora in piedi del Paese (e non mi riferisco alle case), alla faccia delle «trenta slide in trenta mesi» di cui il premier si è vantato ancora ieri.

Il mio amico Roberto Gervaso ha scritto in uno dei suoi famosi aforismi: «Buon politico è chi sa mentire, grande politico chi finisce col credere alle proprie menzogne». Temo che Renzi appartenga alla seconda categoria

*www.ilgiornale.it

tutti pazzi per la Civita

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