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Santoni incapaci e da evitare

di Alessandro Sallusti*

Altro che pericolo fascismo. Qui siamo alle prese con problemi ben più seri che non affondano le radici nella storia ma nella cronaca, sia politica che meteorologica.

Una spruzzata di neve ieri ha mandato in tilt Roma manco fosse passato l'uragano Katrina. E quando va in tilt Roma, crocevia dei trasporti ferroviari ed aerei, come in un domino la crisi si dirama, città dopo città, in tutta Italia.

Sì, questa volta l'incapacità di Virginia Raggi e dei grillini ha colpito duro anche fuori la Capitale, paralizzando l'intero servizio dei trasporti pubblici nazionale.

E immaginiamo sarebbe potuta andare anche peggio se la stessa Raggi fosse stata in plancia di comando a dirigere le operazioni invece che al sole del Messico, dove si trova a perdere tempo (e soldi) in un convegno, ironia della sorte, sul clima nelle grandi metropoli.

Qualche suo vice delegato ha evitato morti e feriti, ma a Roma è successo di tutto, compresa la sospensione di alcune trasmissioni Rai del mattino (fatto senza precedenti, diciamo un nuovo record grillino), perché senza trasporti pubblici tecnici e addetti ai lavori non hanno raggiunto in tempo gli studi.

Ora capite bene che la cosa potrebbe anche essere archiviata come una questione locale con spiacevoli effetti collaterali se questa gente non si stesse candidando a governare l'intero Paese. Pensateci bene.

Prima manifestazione, peraltro pacifica, gestita da un sindaco grillino (Torino, finale di Champions League della Juve): 1500 feriti e un morto.

Prima alluvione gestita da un sindaco grillino (Livorno): cinque morti per mancata allerta. Prima (lieve) nevicata gestita dalla Raggi: Rai chiusa e Italia in tilt.

Per questo mi viene da ridere a leggere e sentire Marco Travaglio sostenere che i grillini «sono un po' pasticcioni ma dai, mettiamoli alla prova». Alla prova? Qui è scaduta - oltre al prodotto - pure la garanzia.

Chiunque li abbia «provati» sta facendo valere la clausola sul diritto di recessione dal contratto elettorale. Certo, ci sono ancora tante persone ignare che li aspettano come i salvatori.

Mi ricordano i seguaci di Wanna Marchi e dei suoi unguenti miracolosi, garantiti dal suo Marco Travaglio dell'epoca, tale Mario Pacheco do Nascimento, l'intellettuale della compagnia: «Metteteci alla prova», diceva in tv.

Si trattò di «abuso di credulità popolare», lo stesso reato che oggi andrebbe contestato ai vertici grillini e ai loro cantori.

*www.ilgiornale.it   

tutti pazzi per la Civita

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