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Oscar Luigi ScalfaroIn nome della legge qualsiasi obiettivo politico è perseguibile   

di Arturo Diaconale   

Nel celebrare il centenario della nascita di Oscar Luigi Scalfaro, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha voluto usare una citazione del suo predecessore al Quirinale per lanciare un messaggio chiaro al ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che aveva polemicamente accusato i magistrati artefici delle indagini a carico suo e della Lega di non essere “eletti da nessuno” a differenza dei politici eletti dal popolo.   

Il capo dello Stato ha ribadito quanto affermato da Scalfaro a suo tempo secondo cui “i magistrati sono legittimati dalla Costituzione” e debbono applicare sempre e comunque la legge nei confronti di tutti i cittadini, compresi i politici eletti.

In sé la citazione di Mattarella delle parole di Scalfaro è assolutamente corretta.

Anche nel suo significato politico contingente diretto a ricordare al leader della Lega che nella nostra Costituzione non sono previsti giudici legittimati dalle elezioni proprio per impedire quella giustizia di parte contro cui sono partite le bordate di Salvini.

Malgrado la sostanziale correttezza della citazione, che si rifà addirittura al dibattito avvenuto nella Costituente sul tema dell’indipendenza e dell’autonomia dei giudici rispetto alla politica e al potere esecutivo, la citazione fatta da Mattarella ha assunto un significato politicamente forzato di condanna del comportamento di Salvini e di elogio dei magistrati impegnati nelle indagini a carico dello stesso Salvini e della Lega.

La ragione di questo significato si chiama Oscar Luigi Scalfaro.

Che ha lasciato una impronta indelebile sull’immaginario collettivo degli italiani non per la sua attività di magistrato, di politico della Prima Repubblica, di ministro, di presidente della Camera ma per aver di fatto avallato dall’alto del Quirinale quella “rivoluzione giudiziaria” degli anni Novanta che ha introdotto nel nostro Paese la convinzione, in molti casi fondata, secondo cui in nome della legge e con gli strumenti della giustizia si potesse impunemente perseguire qualsiasi obiettivo politico.

Anche quello dello smantellamento della Prima Repubblica, del condizionamento continuo della Seconda e della creazione di una Terza fondata sullo stravolgimento dello stato di diritto causato dalla supremazia delle toghe su tutti gli altri poteri costituzionali.

Si tratta di una convinzione sbagliata? Può essere.

Ma citare Scalfaro significa risvegliare quella convinzione.

*www.opinione.it    

tutti pazzi per la Civita

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