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Di Maio, Conte, SalviniIl Governo attuale non ha alternative

di Arturo Diaconale*

Nella Prima Repubblica lo scontro tra il presidente del Consiglio e il ministro dell’Interno su un tema scottante come quello della Sea Watch avrebbe provocato una crisi di governo.

Nel quadro bloccato dell’attuale situazione politica, invece, il contrasto tra Matteo Salvini che insiste nella chiusura dei porti alle Ong e Giuseppe Conte che si dice disposto ad aggirare il veto caricando i migranti su un aereo per portarli in Italia, non produce alcuna frattura irreparabile.

Il Governo attuale non ha alternative.

E in questa condizione di assenza di sbocchi politici si può verificare ogni genere di dissidio tra i partner della coalizione governativa senza che l’Esecutivo ne possa risentire.

Il collante formato dall’assenza di una opposizione in grado di diventare a sua volta maggioranza, è apparentemente un elemento di estrema forza dell’alleanza giallo-verde.

Ma dietro una facciata così solida si nasconde un’insidia di cui Lega e Movimento Cinque Stelle non possono ignorare l’esistenza.

Questa insidia è la crescente consapevolezza dell’opinione pubblica del Paese che l’alleanza tra opposti costituisce una anomalia destinata ad esaurirsi e scomparire.

E non in tempi troppo lunghi, ma addirittura in un periodo che potrebbe essere estremamente breve.

Ad accelerare questo processo c’è la campagna elettorale per il voto europeo che è naturalmente portata ad accentuare le divergenze, le fratture e gli scontri tra i triumviri del Governo pentaleghista.

Se si continua di questo passo, infatti, Conte, Di Maio e Salvini arriveranno alla prossima primavera con una coalizione governativa ridotta in macerie.

E, quel che è più grave, con una opposizione desertificata contrapposta ad una maggioranza altrettanto disastrata.

Cioè con un Paese abbandonato a se stesso a causa del Governo delegittimato ed una opposizione definitivamente squalificata.

Nessuno rimpiange il tempo della Prima Repubblica in cui i governi si facevano e si disfacevano nell’arco di qualche mese.

Ma allora governi ed opposizioni c’erano.

E non si correva il rischio di ritrovarsi senza gli uni e gli altri dopo aver esaurito del tutto anche la stagione della sostituzione della classe politica con quella dei tecnocrati.

Insomma, forse era meglio quando si stava peggio!

*www.opinione.it   

tutti pazzi per la Civita

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