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Luigi Di MaioMa per Di Maio c'è il "boom"   

di Luca Romano*   

Unimpresa inchioda il governo: sarà stangata fiscale.   

La produzione industriale in calo.   

Ma il vicepremier fa finta di nulla.   

Il governo prova a nascondere la stangata della manovra.

Con la nuova legge di Bilancio, è fatto noto, le tasse aumenteranno.

L'esecutivo ha infatti sbloccato la leva fiscale che teneva a bada le imposte degli enti locali che adesso potranno tornare nuovamente a rincarare le tasse dei Comuni.

Prima l'Uffcio Parlamentare al Bilancio, poi l'agenzia Moody's e infine le associazioni di categoria hanno segnalato come la stangata fiscale sia davvero dietro l'angolo.

L'ultimo allarme è arrivato dal centro studi di Unimpresa: "Stangata tributaria da 24 miliardi in arrivo nel 2019 per i contribuenti italiani.

Le imprese e le famiglie pagheranno, nell’arco di quest’anno, più tasse rispetto al 2018: l’insieme delle misure inserite nella manovra porterà infatti la pressione fiscale dal 41,9% al 42,3%", si legge nel report di Unimpresa.

"Ne consegue che il totale delle imposte versate nelle casse dello Stato passerà dai 737 miliardi del 2018 ai 762 miliardi del 2019, con un incremento i 24 miliardi (+3%)", fa sapere sempre il Centro Studi.

E a questi dati che segnalano una inevitabile frenata della nostra economia schiacciata da un vero e proprio macigno fiscale, vanno affiancati quelli dell'Istat che segnala una forte frenata della produzione industriale con un -2,6 per cento.

Lo scenario più probabile è quello di una recessione.

Ma il governo non vuole fare i conti con i numeri crudi della realtà.

Il vicepremier Di Maio non vede frenate da parte del tessuto produttivo e rilancia l'ipotesi di una crescita oltre le aspettative: "Io credo che un nuovo boom economico possa nascere'' dalla creazione di ''autostrade digitali, come negli anni '60 ci fu un boom con le autostrade'' che collegavano le diverse zone del paese: ''questo è terreno in cui la nostra fantasia si può sbizzarrire''.

Di Maio cita Enzo Ferrari ma il sogno del "Drake" è ben lontano dalle fasulle promesse grilline.

"Il lavoro è la grande sfida che dobbiamo affrontare.

L'Italia deve essere in prima linea in questo clima di cambiamento globale", ha aggiunto.

Il vicepremier preferisce ignorare gli indicatori economici che segnalano già un brusco stop.

Meglio vivere in una realtà parallela dove il reddito di cittadinanza è la soluzione alla piaga della disoccupazione e al calo dei consumi...

*www.ilgiornale.it   

tutti pazzi per la Civita

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