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Cina, Russia e Usa puntano su Roma

di Lorenzo Vita*

Xi Jinping che è sbarcato questa sera a Roma con gli occhi del mondo puntati sulla Città eterna.

Gli Stati Uniti che chiedono all’Italia garanzie sulla sua partnership con la Cina e che mettono il governo di fronte a un aut aut.

La Russia che guarda da osservatrice distante (ma molto interessata) agli sviluppi della politica strategica italiana.

E nel frattempo, l’Unione europea guarda le mosse del governo giallo-verde mentre Francia e Germania affilano le armi e blindando l’asse franco-tedesco.

Mai come in questo periodo, l’Italia è tornata a essere il centro degli equilibri mondiali.

Una condizione particolarmente interessante, visto che per il nostro Paese significa essere oggetto di un vero e proprio duello fra superpotenze.

Ma che è anche una delle maggiori sfide del nostro tempo, visto che la tradizionale politica del doppio forno italiana sembra essere messa a dura prova dalla crescente polarizzazione del mondo.

E in questa fase, specialmente con l’amministrazione di Donald Trump, appare difficile poter gestire la politica estera senza fare definitivamente scelte di campo.

In questo momento di cambiamento degli equilibri mondiali, gli occhi del mondo si concentrano sull’Italia.

L’esecutivo composto da Lega e Movimento Cinque Stelle rappresenta un unicum nel panorama internazionale, e forse anche per questo le potenze europee e le tre superpotenze hanno deciso di mettere l’Italia nel mirino.

Il governo è diverso dai suoi predecessori, ha forze differenti, slegate in larga parte dai partiti tradizionali.

E questo può comportare cambiamenti non solo di agende politiche ma anche di alleanze internazionali. E per questo non è difficile capire il motivo della trasformazione dell’Italia in un vero e proprio laboratorio di questo nuovo scontro fra superpotenze che può cambiare definitivamente i destini del Vecchio Continente.

La visita di Xi è il simbolo di quanto Roma sia diventata centrale nell’agenda politica di Oriente e Occidente. Mai come in queste settimane Washington si è esposta in maniera così netta e anche dura nei confronti di un Paese coinvolto nella partnership strategica con Pechino.

Gli Stati Uniti temono l’ingresso cinese nei nostri porti e nelle nostre infrastrutture strategiche. Ma soprattutto hanno paura che l’Italia rappresenti una sorta di faglia: una volta che la Cina supera il fronte del Mediterraneo centrale, di fatto i suoi traffici arriveranno nel cuore dell’Europa.

E una volta inserita l’Italia nella Nuova Via della Seta, il sistema occidentale (dal punto di vista economico e strategico) vedrebbe l’inserimento di un “terzo incomodo”, quella superpotenza asiatica che l’America sta cercando di frenare nella sua inarrestabile ascesa.

Ma in questa ascesa, la Cina sa che deve passare per l’Italia.

Ed è proprio per questo che Xi ha messo gli occhi su Roma.

Dall’altro lato, l’amministrazione Trump ha da subito avuto chiaro che dal governo giallo-verde ci si potesse attendere una solida alleanza.

Ed è anche per questo che è profondamente irritato da quanto sta avvenendo fra Roma e Pechino.

La Casa Bianca ha investito molto nel dare il proprio sostegno all’attuale governo italiano.

Washington ha conferito a Roma una sorta di co-regia nel Mediterraneo allargato, le ha confermato il sostegno sulla strategia per la Libia, ha contatti intensi con la Lega, e, nei prossimi giorni, anche Luigi Di Maio volerà negli States.

L’Italia è parte della strategia di Trump per il Mediterraneo ma soprattutto per l’Unione europea.

E non a caso molti ritengono che Palazzo Chigi possa diventare (se già non lo è) il vero alleato dell’amministrazione Trump in Europa, in un momento in cui appare chiaro che Francia e Germania abbiano presa un’altra direzione e il Regno Unito non possa più dirsi pienamente parte del destino dell’Ue.

Ma il ballo delle superpotenze con l’Italia non può dirsi concluso senza parlare della Russia, che anche se appare distante in questa fase della nostra agenda politica, è in realtà uno degli elementi fondamentali per comprendere la nostra agenda politica.

Mosca non ha mai sottovalutato il ruolo di Roma, consapevole che gli attuali partiti di governo sono decisamente più aperti nei confronti della Russia rispetto ai loro predecessori.

I rappresentanti di Lega e M5S sono andati nella Federazione russa per ricordare l’interesse italiano a evitare ulteriori sanzioni contro l’economica russa.

E fra i due Paesi esistono legami molto forti, che coinvolgono interessi economici, strategici ma soprattutto energetici.

La Russia di Vladimir Putin serva all’Italia giallo-verde come potenza del gas ma anche come potenza militare e diplomatica, e può avere un ruolo chiave nella stabilizzazione della Libia.

Mentre l’Italia serve a sua volta alla Russia per ricucire i rapporti con l’Europa.

Insomma, tutto vogliono l’Italia e nessuno vuole perderla. Una condizione che per Roma può essere foriera di grandi opportunità, ma anche di enormi rischi. Il mondo, come detto, va verso una crescente polarizzazione.

E l’impressione è che mai come questa volta si chieda capacità di scelta. L’Italia può sfruttare la sua condizione di centro degli interessi delle tre superpotenze per blindare alcuni assi e coprirsi le spalle di fronte a una crescente instabilità europea.

Ma non è detto che le sia permesso giocare su più fronti.

E in questo senso, l’esempio del memorandum con la Cina è un segnale perfetto: scatenare una reazione da parte degli altri alleati è un gioco pericoloso, specie se non si hanno le spalle coperte.

*www.ilgiornale.it      

tutti pazzi per la Civita

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