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"Battaglie insieme in Ue"

di Anna Maria Greco

Il leghista "abbraccia" il Cav che evoca le urne "Dopo le Europee si torni al voto, noi pronti"

È davvero tornato in gioco, Silvio Berlusconi.

E con lui il progetto di centrodestra.

Lo dicono diversi segnali.

Il mutato atteggiamento di Matteo Salvini, che gli manda un «enorme abbraccio» dalla tv, mentre finora minimizzava ogni rapporto e parla di «battaglie comuni» in Europa.

E il nervosismo del M5S, con Luigi Di Maio infuriato per l'ipotesi di un fronte Forza Italia-Lega a Bruxelles, che avverte il partner leghista di non «fare l'occhiolino» all'alleato di centrodestra e Beppe Grillo che attacca sia il Cavaliere «deboluccio» che lo «Sceriffo» del Carroccio.

Lui, il leader azzurro, mantiene la linea di attacco al governo gialloverde e di richiamo a casa di Salvini, per offrire insieme un'alternativa in Italia come in Europa.

Da Arcore, in collegamento con la trasmissione di Rai2 Povera patria, parla di unità della coalizione: «Anche Lega e Fdi si sono resi conto che da soli in Europa resterebbero nell'angolo o non conterebbero nulla.

La nostra missione parte dal cambiamento delle alleanze con la sinistra europea.

Dobbiamo costruire, anche con la mia presenza nel Ppe, una nuova alleanza con i partiti di destra moderata e anche con Orban e Salvini.

Sono convinto che riusciremo a fare questo centrodestra europeo, lasciando l'alleanza col Pse, che dovrà cambiare questa Europa ragionieristica in un'Europa dello sviluppo».

Le elezioni del 26 maggio saranno proprio un referendum, oltre che sull'Europa, come dice Salvini, sull'esecutivo Conte, come sottolinea l'azzurro Sestino Giacomoni vedendo nel voto amministrativo in Sicilia la dimostrazione che «solo uniti si vince, divisi si fanno vincere gli altri».

Il voto europeo, dunque, è atteso come il giudizio finale sul futuro a Bruxelles come a Roma.

E il Cavaliere ribadisce che è sarà «utile» solo se premierà la forza baricentro del centrodestra: «Non è Salvini che ha bisogno di noi, ma è il Paese che ha bisogno di Forza Italia.

Siamo l'unica difesa dalla sparizione della vera democrazia, siamo indispensabili per il futuro dell'Italia. Berlusconi ha ancora il 25% di fiducia degli italiani».

Sprizza sicurezza da tutti i pori l'ex premier, tornato in forma dopo l'operazione: «Noi siamo l'università - spiega -, la Lega la scuola di mezzo e i 5Stelle l'asilo».

Poi esalta i motivi di attrito tra leghisti e pentastellati, sulla vicenda del sottosegretario leghista.

«Siri non si doveva dimettere - dice - è solo indagato e in Italia la Costituzione garantisce la presunzione di innocenza.

È stato mandato via dal governo su insistenza di questi giustizialisti manettari che sono i 5 stelle».

Non vede una nuova tangentopoli dietro l'angolo e non è preoccupato per la minaccia grillina della legge sul conflitto d'interessi.

«Se non ci pensa la Lega, ci penserà la Corte Costituzione a fermarlo».

Vede il voto dopo le europee, il Cav: «Siamo pronti».

Poi, una battuta su Mario Draghi al posto di Rino Gattuso come mister del Milan: «Per fare l'allenatore ci vuole una personalità molto complessa e tanti interventi che gli allenatori di oggi non riescono a mettere in campo...».

Anche su Twitter, Berlusconi randella il M5s per le sue «politiche pericolose», prevedendo aumento di tasse e disoccupazione e calo dei consumi.

«Solo un successo di Fi potrà cambiare in meglio la situazione».

Attacca Salvini anche Renato Brunetta, per le frasi sull'Ue che hanno «scatenato un sell-off di vendite dei Btp dagli investitori internazionali».

*www.ilgiornale.it   

tutti pazzi per la Civita

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