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Per cambiare l’Europa bisogna essere importanti

di Alfredo Mosca*

Lo riconosciamo, per Silvio Berlusconi abbiamo sempre avuto un debole speciale, un debole però che non ci ha impedito di criticarlo spesso, talvolta frontalmente e senza sconti, a partire dall’appoggio a Mario Monti.

Eppure per noi resta speciale, resta nella storia politica degli ultimi 25 anni, un fuori serie, che piaccia o meno, uno special one.

Qui non si tratta solo della genialità che nel ’94, sconfisse la gioiosa macchina da guerra comunista, dell’invenzione di un paese bipolarista, si tratta di visioni e intuizioni, che raramente capitano nel proscenio della politica.

Certo, già li sentiamo quelli del coro cattocomunista, i radical chic, i fascisti del pensiero, col loro ritornello sul Cavaliere, sulle leggi ad personam, le olgettine, i processi e il conflitto d’interessi, insomma il solito armamentario d’accusa.

Li sentiamo ora come li abbiamo sentiti sempre, si tratta della loro esclusivitĂ , del modo loro di sommergere di bile gli sbagli degli altri, solo per nascondersi dai propri.

Del resto tra gli eredi di Togliatti, parlare dei fatti interni, dell’oro di Mosca, delle toghe rosse, del conto gabbietta, abbiamo una banca, i compagni che sbagliano, è terra sconosciuta che non si può spiegare, come non si spiega perché abbiano cambiato nome tante volte.

In questo guarda caso hanno copiato la chiesa, su ogni testimonianza scomoda, hanno stabilito i vangeli autentici e quelli apocrifi, una tecnica antica bene utilizzata da Santa Romana ecclesia.

Del resto l’abbiamo scritto ieri, il cattocomunismo nasce con la Costituzione, dentro quell’articolo 7 della nostra carta, c’era il passato e il futuro di questa unione.

Ecco perché negli ultimi 25 anni, da quando è nata Forza Italia con Berlusconi, i radical chic, gli illuminati di sinistra, i moralmente puri, hanno sparato a zero sempre e comunque, per distrarre gli elettori dallo sfascio precedente.

Figuriamoci poi col dente avvelenato dalle sconfitte per via del Cavaliere e del centrodestra che ha inventato lui, insomma l’odio politico è nella loro mappatura, una mappatura che è pure dei grillini seppure comunisti in sedicesimo, almeno per cultura.

Come se non bastasse, oggi, cattocomunisti, radical chic e pentastellati, ai ritornelli su Berlusconi, aggiungono l’età, la mancanza di futuro, dimenticando che hanno eletto capi di Stato ottantenni per mandati settennali, bella coerenza.

Bene, che piaccia o meno, a noi a sentirlo adesso Silvio ci interessa ancora, a 82 anni è una forza della natura, conserva una visione lucida e calzante di ciò che servirebbe per davvero, al Paese e a tutti quanti per crescere e per andare avanti.

A sentirlo oggi, ci conferma quanto sia importante che il centrodestra resti insieme, che Salvini e la Meloni da soli non possano bastare, che i suoi suggerimenti siano preziosi, che solo uniti si potrà battere l’alleanza fra grillini e Pd per le prossime elezioni.

Del resto parliamoci chiaro, senza Forza Italia non può esistere una destra liberale, democratica, presidenziale, resterebbe solo quel sovranismo muscolare, illusorio, elettorale. Senza Forza Italia, un’alleanza liberale non esisterebbe nemmeno sul piano internazionale, per cambiare l’Europa bisogna essere importanti, altrimenti l’Europa si subisce e basta, non funziona con la gara della cresta.

Prima o poi, passate le elezioni europee salterà il Governo, nel giro di mesi si tornerà a votare, grillini e Pd metteranno assieme altro che una macchina da guerra comunista, solo con Forza Italia che quella macchina l’ha sconfitta il centrodestra potrà farlo ancora.

*www.opinione.it    

tutti pazzi per la Civita

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