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Nicola Zingaretti"Un personaggio mediocre, il peggiore in assoluto"

di Vittorio Feltri*

Zingaretti, capo del Pd, intervistato da Mentana venerdì sera, ci ha fatto capire che il suo partito è sul punto di tirare le cuoia.

I suoi discorsi sono stati chiari: egli non sa come fare a rivitalizzarlo.

Ha parlato per parecchi minuti, forse mezz' ora, senza riuscire a dire qualcosa di illuminante.

Non ha spiegato che senso abbiano i progressisti in questo contesto politico.

Essi non hanno un programma, non sono legati alla realtà italiana, sono privi di qualsiasi obiettivo da perseguire.

Il segretario dem ovviamente ce l'ha a morte con l'attuale governo, e fin qui gli possiamo dare ragione, ma non fornisce una linea alternativa in grado di rovesciare l'esecutivo in carica.

Bastona Salvini e pure Di Maio, tuttavia non dice cosa compierebbe al loro posto.

Sorvola sui problemi economici e pure sui temi sociali, non va al di là del mugugno, della lamentela generica.

Quali sono le sue proposte? Le sue soluzioni? Mistero.

Egli attacca i due vicepremier, e ha buone motivazioni, però si ignora quali siano le sue idee per superare lo stallo in cui l'Italia si trova.

Disapprova l'esistente e allo stesso tempo non suggerisce quale futuro immagina per il Paese, non sa che fare se non auspicare un maggiore legame con l'Europa da cui spera aiuti improbabili.

Come se non avessimo verificato che l'Ue è una iattura.

Zingaretti in pratica rappresenta il capo di coloro che trascurano la realtà della nazione, che pensano allo ius soli, alla immigrazione quale risorsa, alla possibilità di progredire affidandosi a una generica solidarietà sociale inesistente.

L' uomo è il classico leader inconsistente incapace di voltare pagina, un signore mediocre che gestisce il partito come se fosse una botteguccia romana oppressa dalla supremazia dei supermercati.

Egli è fuori dal mondo, sorvola sui meccanismi che regolano i rapporti commerciali e industriali.

Un personaggio peggiore il partito democratico non poteva eleggerlo a segretario, e le consultazioni europee lo dimostreranno.

Gli ex comunisti sono morti e Zingaretti li seppellirà con scarsa eleganza, usando un linguaggio da borgataro ripulito.

Quello di oggi è un voto a perdere. Infatti il Pd è terrorizzato all' idea di ricevere meno consensi del M5S, il quale ha paura di essere travolto dal Carroccio e quest' ultimo teme a sua volta di non superare quota 30 per cento, mentre Fratelli d' Italia è preoccupato di non raggiungere il 5 per cento.

Infine Berlusconi trema non essendo sicuro di sfiorare il 10. Siamo alla corsa dei gamberi.

Vince chi indietreggia di meno.

√ą la prima volta che succede e non sar√† l'ultima visto che la democrazia √® stata ferita a morte dalle tecnologie che danno voce a una massa di cretini.

*www.liberoquotidiano.it    

tutti pazzi per la Civita 

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