Pin It

La Corte di Strasburgo condanna l'Italia

di Alessandro Sallusti*

E’ inumano il carcere per sempre Così rischiano di tornare a piede libero boss mafiosi e pluriomicidi.

L'ergastolo è la pena detentiva perpetua per chi si macchia di reati particolarmente gravi.

Ma il «fine pena mai», come si dice in gergo, è cosa teorica pure per assassini e stragisti, che dopo aver scontato 26 anni di carcere accedono a permessi e libertà condizionata.

Tranne nel caso dei killer di mafia che si rifiutano di collaborare con la giustizia. Per costoro - colpevoli dei reati mafiosi previsti dall'articolo del codice penale 416 bis -, scatta invece l'ergastolo ostativo, che prevede il carcere duro (il «41 bis») e nessuno sconto.

Ieri la Corte europea dei diritti dell'uomo ha dichiarato illegale questo tipo di trattamento e ordinato all'Italia di abolirlo.

Per boss e pluriassassini si apriranno quindi un giorno le porte della prigione.

In linea di principio il «fine pena mai» abbinato al carcere duro non è un limpido esempio di civiltà giuridica. Ma come tutti i nobili principi, vale in tempo di pace.

E i giudici europei avrebbero dovuto sapere che l'Italia non è in pace, ma è alle prese da un secolo con una sanguinosa guerra, quella dichiarata dalle mafie allo Stato e ai cittadini.

Sospendere alcune garanzie civili, cioè introdurre nel nostro ordinamento il 41 bis, è stata una delle armi più efficaci se non l'unica, al netto dell'eroismo degli investigatori per arginare il nemico, i cui capi fino ad allora riuscivano a comandare il loro esercito anche da dietro le sbarre, rispettati, venerati e temuti per via della certezza che un giorno o l'altro sarebbero tornati a casa con la possibilità di regolare i conti con chi avesse sgarrato.

I giudici europei non sanno poi che un mafioso, un vero mafioso, non concepisce la clemenza come contratto di pace.

E neppure, salvo rarissimi casi, la riabilitazione come possibilità di riscatto. Il mafioso resterà sempre mafioso, nemico dello Stato e del vivere civile, perché il suo è un patto di sangue irrinunciabile con il male.

Prova ne è che - se si trova in una situazione di «fine pena mai» - è perché ha liberamente scelto di non pentirsi e di non collaborare con la giustizia. Che significa: meglio morire in carcere che abiurare la mafia.

Noi siamo per l'Europa dei popoli, non per l'Europa delle mafie. Il «fine pena mai» tolto ai mafiosi incalliti è un «fine pena mai» appioppato a tutti gli italiani, un oltraggio alle vittime di mafia civili e militari, una zeppa nel lavoro degli inquirenti.

E anche una frattura tra noi, convinti europeisti, e queste istituzioni lontane che fanno accademia su un cancro che sta divorando l'Italia.

*www.ilgiornale.it     

tutti pazzi per la Civita

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna