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È nell'angolo, teme nuovi assalti ma esita a mollare M5s

di Alessandro Sallusti*

Se piove a dirotto e vedi un uomo che cammina sotto l'acqua con l'ombrello chiuso viene spontaneo chiedersi perché.

Le risposte possono essere solo due.

La prima è che si tratti di un matto, la seconda è che anche volendo quell'ombrello non lo possa aprire. Per Matteo Salvini oggi l'ombrello che lo metterebbe al riparo dalla tempesta che si è abbattuta su di lui sarebbe far saltare il banco e liberarsi dalla morsa di alleati infedeli e probabilmente, direttamente o indirettamente, non del tutto estranei all'intrigo-tranello dei presunti fondi russi alla Lega.

Che il vicepremier-ministro dell'Interno insista invece nel camminare sotto la pioggia a capo scoperto è cosa incomprensibile.

Escludendo che sia matto, resta l'ipotesi del «non può farlo», cosa che non solo non chiarisce, ma addirittura complica il quadro e pone domande delicate.

Di chi o di che cosa ha paura?

È un uomo libero di fare scelte o è prigioniero di qualche patto indicibile che sta all'origine di questo governo?

Non ci venga a dire, come fa spesso, che lui «ha una sola parola» e resta quindi fedele al «contratto di governo», perché quell'accordo già da tempo è carta straccia e non per colpa sua, ma per l'inaffidabilità e le furbizie dei Cinque Stelle.

E non pensi che rompere su un presunto scandalo che lo riguarda sarebbe controproducente, il gradimento del suo elettorato è al momento solido e per nulla scosso da questa vicenda.

Attenzione però.

Fare politica è un po' come timonare una barca a vela in mare aperto, si è costantemente in balia del vento e delle onde.

E il bravo velista è quello che cambia bordo un attimo prima di tutti gli altri, intuendo che la direzione del vento sta virando.

Ecco, la vicenda dei presunti rubli alla Lega, per come è stata costruita e diffusa, ci dice - al di là del suo contenuto - che per Matteo Salvini il vento sta cambiando.

Possibile che non veda i nuvoloni all'orizzonte?

Possibile che non senta la tempesta in arrivo?

Stare fermo a gridare la propria innocenza potrebbe non bastare a salvarlo.

Fino a che ha molti italiani dalla sua parte, si muova e si salvi nelle urne.

Aspettare e farlo poi potrebbe essere troppo tardi.

*www.ilgiornale.it   

tutti pazzi per la Civita

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