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Ancora per quanto andrà avanti questo pericoloso viaggio?

di Alessandro Sallusti*

Appiccare l'incendio al mattino per poi arrivare a sera a spegnerlo, non senza lucrarci sopra in qualche modo, è la tecnica delle guardie forestali infedeli, come hanno dimostrato non poche inchieste giudiziarie.

E pare anche essere la tecnica adottata dai due leader di questa maggioranza, Di Maio e Salvini, piromani all'alba e pompieri al tramonto di quella foresta che è in generale la politica italiana e più in particolare la loro maggioranza.

Il fuoco, per ora, ogni volta è riportato sotto controllo (lo è stato anche ieri), ma ogni volta va in fumo un pezzetto di credibilità del Paese e delle sue istituzioni occupate e dilaniate dallo scontro perenne tra Cinque Stelle e Lega.

Salvini passa il tempo a sfogliare la margherita: «Rompo, non rompo, rompo, non rompo...» e forse neppure lui sa quale sarà l'ultimo petalo a rimanergli in mano.

A ogni «rompo», Di Maio se la fa sotto, abbassa la cresta e concede a parole un pezzettino di terreno al nemico-alleato.

Così da parte leghista arriva il «non rompo» e il gioco ricomincia da capo, divertente (si fa per dire) ma assolutamente inconcludente.

E non potrebbe essere diversamente, visto che le due parti rivendicano, entrambe a ragione, il diritto di comandare nel governo in quanto azionisti di maggioranza della stessa società (i grillini lo sono in Parlamento, i leghisti nel Paese), cosa ovviamente impossibile in qualsiasi organizzazione umana.

A voler guidare in due la stessa macchina nello stesso momento, il destino è segnato: si esce di strada e si va a sbattere contro il muro.

Solo che quella in questione non è una coupé due posti - sarebbero affari loro - ma un pullman che trasporta tutti noi.

Ci stanno sballottando a destra e a manca senza alcuna cura e compassione, manco si trattasse di un trasporto bestiame.

La domanda più comune ora è: per quanto andrà avanti questo pericoloso viaggio?

Mi piacerebbe dire che è questione di ore, ma temo che sarà ancora lunga. In realtà non c'è risposta, perché la follia resta un mistero nonostante sia stata studiata da alcune delle migliori menti umane.

Posso però dire una cosa, che la domanda più interessante è un'altra: avanti così si schianterà prima il governo o prima Salvini?

Perché che entrambi possano arrivare sani e salvi a fine legislatura lo escluderei. O l'uno o l'altro soccomberà prima.

Questa è l'unica certezza chiara a tutti. Speriamo lo sia anche nella testa del leader della Lega.

*www.ilgiornale.it   

tutti pazzi per la Civita

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