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Attilio Fontana e Luca Zaia"Paese in mano a dei cialtroni"

di Angelo Scarano*

Il duro attacco di Fontana e Zaia a Conte e ai Cinque Stelle: "Fanno i paladini del Sud per interessi elettorali"

Non si spengono le polemiche sull'Autonomia.

Dopo l'annuncio di Conte che ha di fatto ha depotenziato le richieste dei governatori, è di nuovo rissa tra palazzo Chigi e i presidenti di Lombardia e Veneto.

Fontana e Zaia, a turno, hanno messo nel mirino il premier annunciando di essere sul piede di guerra per ottenere una Autonomia che rispetti integralmente la volontà espressa dagli elettori in fase referendaria.

Fontana usa toni durissimi e va all'attacco del premier: "Il Paese è nelle mani di cialtroni che per un pugno di voti soffocano un volano di crescita come l'autonomia e contrabbandano il tutto come una battaglia Nord contro Sud".

Ed è qui che il governatore lombardo affonda il colpo affermando che dietro l'Autonomia calmierata voluta dal premier si nascondono interessi politici.

Il riferimento è al serbatoio di voti che i Cinque Stelle pensano di conservare nelle regioni del Sud.

E Fontana all'Adnkronos spiega meglio la sua posizione: "Qualcuno -dice ancora Fontana all'agenzia Adnkronos- vuole apparire paladino del Sud e salvare un po’ di voti, ma così fa un danno al Paese e al Sud stesso".

Insomma sull'Autonomia, secondo Fontana, si sta giocando una partita sui consensi e sui voti che potrebbe mettere in secondo piano la natura stessa del testo che darebbe nuovo slancio alle regioni del Nord.

E così alle proteste di Fontana si unisce anche il governatore del Veneto, Luca Zaia: "Non è il governo che decide il testo.

Conte ora ha davanti a sé a due alternative: o ci presenta il testo o getta la spugna, mandando all'aria tutto.

Io tifo perché ci sia un testo" ma che "si tratti di autonomia vera e non di una presa in giro.

Dal M5s nessuna proposta, solo giudizi sulle idee altrui".

Pronta la risposta di Conte, ormai "paladino" dei 5 Stelle: "Sono attacchi inqualificabili".

E I grillini rincarano la dose: "Tutti i ministri, anche quelli leghisti, a partire dalla ministra Stefani per finire a Bussetti, hanno condiviso le modifiche alla bozza".

Insomma la guerra all'interno del governo tra Cinque Stelle e Lega adesso si sposta sulla dorsale delle Regioni.

Uno scontro pericoloso che potrebbe mettere a rischio la stessa tenuta del governo.

Proprio Conte, che negli ultimi mesi si era ritagliato una figura da mediatore tra i due leader, adesso ha il piede sull'acceleratore su un percorso che potrebbe terminare con una crisi di governo.

Il tema dell'Autonomia, come quello della flat tax, sono centrali nell'agenda di governo della Lega.

Salvini è stato molto chiaro nei giorni scorsi: "Altri tre no e salta tutto".

I Cinque Stelle e soprattutto Conte non hanno, a quanto pare, recepito il messaggio.

E adesso sul governo tornano a soffiare (ancora una volta) venti di crisi...

*www.ilgiornale.it   

tutti pazzi per la Civita

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