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Silvio BerlusconiFi: "Il centrodestra è l'unica alternativa"

Fabrizio de Feo - Dom, 21/07/2019 - 09:12

La tregua armata dentro il governo appare molto fragile dalle parti di Forza Italia.

Il tentativo di accendere i riflettori sulle contraddizioni interne alla maggioranza diventa sempre più corale.

In particolare Silvio Berlusconi va ripetendo ai suoi interlocutori che la frattura tra Lega e Cinquestelle è insanabile e la rottura, se non ora, arriverà in coincidenza con la Finanziaria, circostanza che determinerà un danno ancora maggiore per il Paese.

In questa fase, però, il presidente di Forza Italia non vuole entrare nella dialettica al vetriolo tra i due partiti della maggioranza.

La settimana prossima proverà a occuparsi del commissario europeo indicato dall'Italia e cercherà di offrire il suo contributo «nell'interesse dell'Italia», per evitare che gli esponenti della maggioranza finiscano in qualche trappola. E si propone come mediatore nelle trattative Ue.

Berlusconi si è anche messo a disposizione del ministro Lorenzo Fontana per dare una mano nel Ppe.

C'è un punto, comunque, che Forza Italia vuole chiarire, un'esigenza di chiarezza di cui si fa carico Annamaria Bernini.

«Nei tanti retroscena di questi giorni si ipotizzano, in caso di caduta del governo gialloverde, bizzarre maggioranze alternative di cui dovrebbe far parte anche Forza Italia.

È bene chiarire, allora, che la nostra linea non cambia: l'unica alternativa a questo governo è solo e soltanto una coalizione di centrodestra.

Per cui altre tecniche o Frankenstein politici per tenere in vita la legislatura non ci interessano».

Una proposta concreta - che difficilmente verrà accolta da Matteo Salvini - verso la costruzione di un nuovo centrodestra arriva da Michaela Biancofiore.

«Non è vero come dicono i grillini che in Parlamento loro sono il primo partito, lo è la squadra del centrodestra che Salvini deve far valere sul piatto della trattativa con i Cinquestelle che hanno tutto da perdere da nuove eventuali elezioni.

È venuto il momento che il leader della Lega mostri i muscoli forgiati dal consenso, chieda la testa del premier che non è stato garante super partes, avanti con lui o Giorgetti promuovendo subito gruppi unici in Parlamento dando vita a una maggioranza schiacciante. Si accettano scommesse se qualcuno azzarderà a dire di no».

Le stoccate al governo dalle parti di piazza San Lorenzo in Lucina non mancano.

«Altro che governo del cambiamento! Dopo il no alla Gronda, il ni alla Tav, la retromarcia su Ilva, ora si blocca anche l'autonomia» dice Giovanni Toti.

«Nonostante i cittadini lombardi e veneti abbiano votato ed espresso il proprio parere, i grillini ritengono che quel voto valga zero, visto che non coincide con le loro idee (quasi sempre sbagliate)».

Mariastella Gelmini - che al Sole24Ore presenta la sua proposta economica per il rilancio della crescita - parla di «spettacolo avvilente che fa male al Paese e porta alla paralisi; questo governo deve fare le valigie».

E Mara Carfagna, continuando sulla metafora lunare invoca «obiettivi ambiziosi, non terrapiattisti che ci stanno portando in un buco nero».

*www.ilgiornale.it   

tutti pazzi per la Civita