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Matteo RenziHa votato con Pd e M5s per togliere l'immunità all'acciaieria

di Alessandro Sallusti*

Ora finge di volerla rimettere per raccogliere qualche voto.

Di sera, in Consiglio dei ministri, mettono tasse che di giorno, in tv, dicono di volere togliere.

A ottobre, insieme ai Cinque Stelle, tolgono lo scudo penale all'Ilva.

A novembre inseguono Forza Italia e dicono di volerlo rimettere.

Di giorno sostengono un governo di sinistra, la sera vanno a caccia di deputati e senatori liberali disposti a passare con loro.

Quelli di Italia Viva, partito fondato da Renzi, hanno poche idee e, per di più, confuse.

In realtà sono tutti di sinistra leggere le biografie per credere ma siccome si vergognano a dirlo, tentano di camuffarsi, e per questo sono più pericolosi di Zingaretti, che proprio non ci piace né di giorno né di notte, né a ottobre né a novembre, ma almeno si sa chi è e cosa vuole.

Del resto Renzi è un mago delle tre carte.

Si vanta, tra l'altro, di essere entrato controvoglia in un governo con gli odiati grillini per salvare gli italiani dall'aumento dell'Iva.

Piccolo particolare: le prime cambiali dell'Iva le aveva firmate lui da premier e segretario del Pd, partito di maggioranza dei precedenti governi.

Al massimo può vantarsi di aver onorato un debito, che a casa mia è il minimo sindacale per una persona appena appena perbene.

Quella del nuovo Renzi è una vita da scudato, nel senso che si fa scudo con tutto e tutti per nascondere il suo vero volto.

Usa Renata Polverini e Mara Carfagna per celare la sua faccia di sinistra, arruola e nomina ministra la sindacalista Teresa Bellanova per nascondere e compensare le sue (finte) fughe a destra.

Lui gli scudi li mette e li toglie a piacimento.

Serve toglierlo all'Ilva per entrare al governo coi grillini? Via.

Gli serve rimetterlo per prendere le distanze da un governo moribondo e fare la figura del salvatore della patria? Ecco pronto l'emendamento ad hoc.

E la stessa fine faranno la Polverini, la Carfagna (se ci casca) e penso pure la Bellanova: dentro e fuori a seconda delle convenienze.

Pensate che bello se ci fosse un partito che alle tasse dice sempre no, sia di giorno sia di notte; che con la sinistra non vuole avere nulla a che fare, sia a ottobre sia a novembre; che agli scudi, se sensati e utili, dice sempre sì; che se promette una cosa agli elettori («noi siamo il centrodestra») quello è e sarà.

A pensarci bene un partito simile esiste.

Cara Forza Italia, un po' di coraggio: o adesso o mai più

*www.ilgiornale.it

tutti pazzi per la Civita