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Il governo del “te faccio causa” e del “te sbatto in galera”

di Dimitri Buffa*

La stizzita frase del ministro degli Affari esteri e leader degli scappati di casa a Cinque Stelle, Luigi Di Maio, rivela all’estero la vera natura della “democrazia” che si sta strutturando in Italia.

Un ridicolo rigurgito autoritario su cui è nato un Governo che si basa su tre capisaldi: “Te faccio causa”, “te sbatto in galera” e “nazionalizzo tutto”.

Che poi non ci siano i soldi per portare a termine la fase tre di questo delirio di impotenza è cosa da trattare a parte.

Ma questa gentaglia che si è impossessata dello Stato e che sta distruggendo la società civile dopo avere ucciso lo stato di diritto non ha il problema di dove trovare i soldi.

Perché sta progettando la rapina del secolo ai danni dei contribuenti: far ripianare ai privati il debito pubblico che serve ormai solo per alimentare le clientele elettorali dei partiti.

Neanche la pace di Versailles che dopo la Prima guerra mondiale pose le basi per il secondo conflitto e per l’avvento di Adolf Hitler era arrivata a tanto.

Infatti era pur vero che si chiese alla Germania sconfitta la garanzia privata per gli ingenti danni di guerra da pagare, ma è altrettanto vero, come racconta l’ex governatore della Banca centrale Hjalmar Schacht, che a un certo punto l’America di Woodrow Wilson si convinse a lanciare un prestito gigantesco per aiutare i tedeschi a ripianare a rate quel debito indotto dalla guerra persa.

Cosa non funzionò allora?

Che nella seconda metà degli anni Venti i politici di sinistra di Weimar, cioè i socialdemocratici, improvvisamente sommersi da un nuovo benessere, iniziarono a distogliere soldi a palate dal principale obiettivo, che era risanare il debito con gli altri Paesi che avevano avallato il prestito, e ad usare i soldi per alimentare le clientele elettorali dell’epoca.

Senza neanche investire in lavoro e industria.

Un po’ come fanno oggi i profeti del reddito di cittadinanza.

Il risultato dell’epoca fu l’avvento del nazismo.

Quello odierno in Italia la totale dissoluzione dell’entità statale e della sua credibilità.

La storia dell’Ilva prevedibilmente finirà in vacca.

Ma, soprattutto, a un Governo che promette di trascinare in tribunale un privato che voglia sfilarsi da una situazione di simile incertezza economica e di diritto – e se non basta di portarcelo anche in manette – chi volete che dia più retta?

Una volta in Italia ci si veniva solo per il turismo mordi e fuggi.

Fra un po’ neanche più per quello.

E la sinistra di oggi come quella di ieri, pensa solo al contorno ma dimentica il piatto forte.

*www.opinione.it

tutti pazzi per la Civita

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