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Luigi Di MaioL'ordine di scuderia è riportare indietro le lancette dell'orologio.

di Francesco Maria Del Vigo*

Sostenevano di essere il movimento del futuro, della rivoluzione digitale e invece si sono rivelati gli archeologi del recente passato.

Abbiamo avuto a che fare coi progressisti, adesso ci toccano i regressisti.

La manovra del governo giallorosso sembra la Delorean di «Ritorno al futuro», ma in marcia verso il passato.

C'è chi le chiama «proposte nostalgia», chi parla di «decrescita felice», ma gli emendamenti grillini sono un concentrato di tutte le ossessioni pentastellate.

Nulla di nuovo sotto al sole, ma che finché i deliri passatisti rimanevano chiusi nei libri, lisergici e distopici, di Gianroberto Casaleggio tutto poteva essere derubricato come una fantasia naive.

Ora che rischiano di diventare legge dello Stato, dobbiamo preoccuparci.

Il principale nemico del Movimento 5 Stelle è la plastica.

Avrebbero voluto colpirla in modo più pesante, ma l'argine di Pd e Italia Viva ha impedito loro di affossare un settore nel quale l'Italia primeggia in Europa.

Meglio dimenticare le bottigliette d'acqua.

Si torna alla borraccia e alla canna del rubinetto, incentivando per legge i filtri.

Come se quello delle acque minerali non fosse un businnes da 2,8 miliardi l'anno, ma solo un nemico da abbattere nel nome della sostenibilità.

La plastica è il demonio. Dimenticando che, al momento, è il prodotto che conserva meglio ogni genere di alimento.

A ruota seguono i detersivi: bisogna usare quelli ricaricabili alla spina, sia per l'igiene personale che per quello della casa.

Buttando nella pattumiera (ovviamente osservando meticolosamente in dettami della differenziata) decenni di progresso e comodità.

L'ordine di scuderia è riportare indietro le lancette dell'orologio.

Dopo aver sgasato l'acqua e svuotato i flaconi di sapone, tocca ai pannolini.

Anche loro inquinano troppo: così il governo decide di incentivare l'utilizzo di quelli lavabili.

Si torna negli anni '50, ma senza boom economico e la vita più che dolce sembra agra.

*www.ilgiornale.it

tutti pazzi per la Civita

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