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Forza Italia di Silvio Berlusconi cresce e si attesta quasi al 6%

di Luca Sablone*

Continua l'emorragia del Movimento 5 Stelle che ora rischia di scendere sotto il 15%

Il centrodestra unito supera il 50% e ha tutte le carte in regola per prendere le redini del Paese.

L'ultimo sondaggio settimanale di Swg per La7 parla chiaro: se da una parte l'opposizione cresce, dall'altra la maggioranza deve fare i conti con la frammentazione (fallimentare) di tanti partiti che colpirebbe una ipotetica coalizione allargata di centrosinistra.

A guidare la classifica dei partiti è sempre la Lega, ferma al 32,9% ma che può dormire sonni tranquilli.

Al secondo posto c'è il Partito democratico, il vero protagonista della rilevazione in questione: nonostante i dibattiti interni, i dem vanno dal 17 al 18,4% aumentando di 1,4 punti percentuali il loro score rispetto a tre settimane fa.

Segue il Movimento 5 Stelle, alle prese con le spaccature interne che inevitabilmente colpiscono l'immagine: le preferenze continuano a scendere e ora si attestano dal 15,7 a 15,2%.

Per i pentastellati c'è il serio rischio di vedere quota 14, il che rappresenterebbe un dato piuttosto allarmante.

Si arresta lievemente l'ascesa di Fratelli d'Italia, che cala dal 10,5 al 10,4%.

Cresce invece Forza Italia al 5,8 dal 5,5%.

Debole salita per Italia Viva, che passa dal 4,7 al 4,8%: numeri che - se confermati - risulterebbero drastici considerando la soglia di sbarramento virtuale del 5% prevista dal progetto del Germanicum, in discussione in commissione Affari costituzionali alla Camera.

In calo anche Leu (3,1%, -0,6) e Azione di Carlo Calenda (2,9%, -0,4). Stabili +Europa (1,6%) e Cambiamo! di Giovanni Toti (1%). Crescono i Verdi (2,2%, +0.2).

Il centrodestra vola

Calcoli alla mano, la coalizione di centrodestra formata da Matteo Salvini, Giorgia Meloni, Silvio Berlusconi e Giovanni Toti avrebbe i requisiti per governare l'Italia, con il 50,1%.

Bisogna prestare molta attenzione all'evolversi della situazione, specialmente in vista delle elezioni Regionali in Emilia-Romagna e in Calabria, in programma domenica 26 gennaio.

Nella giornata di ieri la leader di Fratelli d'Italia ha annunciato: "Se dovessimo vincere in Emilia-Romagna e in Calabria, chiederemo immediatamente il voto".

Tuttavia va considerato che sulla questione è intervenuto Giuseppe Conte.

Il presidente del Consiglio ha rassicurato sulla stabilità dell'esecutivo giallorosso: se la sinistra dovesse perdere anche la sua storica roccaforte, non ci saranno ripercussioni sul governo.

"Il voto in Emilia-Romagna è importante, ma rimane espressione di una comunità regionale e non decide il destino del governo nazionale", ha ribadito il premier.

L'avvocato intanto si prepara alla verifica per testare gli equilibri dei vari partiti della maggioranza.

*www.ilgiornale.it

tutti pazzi per la Civita

 

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