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La metamorfosi degli attuali equilibri politici

di Vittorio Macioce*

Il prossimo vestito della sinistra, collezione primavera-estate, passeggiava in questi giorni per le strade di Milano.

A indossarlo ci sono due personaggi di un certo rilievo.

Uno √® il sindaco Giuseppe Sala, che da tempo si pone come punto di riferimento di un Pd dai confini pi√Ļ ampi. L'altro √® Beppe Grillo.

Tutti e due stanno lavorando alla metamorfosi degli attuali equilibri politici.

L'approdo è chiaro. Non c'è neppure bisogno di metterlo nero su bianco.

Grillo è convinto che l'avventura dei Cinque Stelle sia arrivata a un punto di svolta. Il Movimento ha perso la spinta propulsiva.

Non ha un grande futuro davanti e deve rivedere le ambizioni. I tempi in cui si minacciava di aprire un Parlamento con un apriscatole sono lontanissimi.

I grillini, con il potere, hanno perso l'innocenza.

Non sono pi√Ļ l'onda fuori sistema che rifiutava alleanze e predicava una purezza senza compromessi. Non si muovono neppure pi√Ļ nella stessa direzione.

Di Maio e Casaleggio si trovano a disagio nell'attuale maggioranza. Di Battista è un outsider che rincorre un paradiso perduto.

Grillo e Conte condividono una nuova scommessa: un movimento verde e di sinistra alleato, quasi federato, con il Pd.

Il premier, maestro di trasformismo, punta a proporsi come candidato alle prossime elezioni politiche.

La speranza è che non ci siano subito, ma lui intanto si prepara. Al momento tutti glielo lasciano credere. Poi si vedrà.

Il progetto non dispiace neppure a Sala. Pure lui si sente una riserva della nazione. Le ambizioni sono le stesse di Conte.

L'importante, per√≤, adesso, √® gettare le basi di questo percorso. ¬ęIl dialogo con Grillo - dice - √® stimolante. Condividiamo la stessa visione su molti temi.

La cosa bella √® che io non ho nulla da chiedere a lui e lui non ha nulla da chiedere a me. Ci siamo trovati e ci sentiamo vicini¬Ľ.

Non è difficile immaginarli in qualche congresso del Pd, magari per far nascere qualcosa di nuovo.

Non è in fondo la stessa cosa che evoca Zingaretti? Il Pd che va oltre. ll Pd che cambia pelle.

Il Pd che fa i conti con tutto quello che √® avvenuto in questi anni, il successo dei Cinque Stelle, il deragliamento di Renzi, l'ascesa di Salvini, la delusione degli elettori, la fuga della base popolare e operaia, fino all'apparizione delle ¬ęsardine¬Ľ.

Non c'√® dubbio che le sardine siano il prodotto pi√Ļ tangibile, e imprevisto, del matrimonio d'interesse tra Pd e Cinque Stelle.

Questo governo nasce per fermare in tutti i modi Salvini. Le ¬ęsardine¬Ľ sono la declinazione sociale di questa parola d'ordine.

Il Pd dopo il Conte bis non √® pi√Ļ lo stesso partito. Si √® accorto di essere solo una finzione parlamentare, senza cuore e senza identit√†.

Grillo, dopo la morte di Gianroberto Casaleggio, ha perso la bussola e cerca un porto sicuro.

L'approdo a sinistra √® un ritorno a casa. Lo sa anche Sala: ¬ęMettiamola cos√¨: il Pd √® una forza di sinistra.

I Cinque Stelle al loro interno hanno una parte di sinistra e una parte che non lo è.

Il loro momento di difficolt√† √® evidente: io per√≤ non appartengono a quelli che dicono: ecco sono finiti. Se anche avessero il 15% √® un 15% di italiani che danno ancora loro fiducia¬Ľ.

*www.ilgiornale.it

tutti pazzi per la Civita

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