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Il premier Giuseppe Conte non è un cuor di leone

di Alessandro Sallusti* 

Il suo governo è appeso alle elezioni in Emilia Romagna e Calabria ma lui la faccia si guarda bene da mettercela, forse memore della figuraccia che rimediò apparendo sia pur fugacemente e controvoglia nella disastrosa per la sua maggioranza campagna elettorale in Umbria l'ottobre scorso.

Lui, Conte, la faccia non ce l'ha messa neppure sul siluramento di Di Maio da leader dei Cinque Stelle nonostante nella vicenda ci sia molta farina del suo sacco.

Del resto non ce l'ha messa sul caso della nave Gregoretti che potrebbe mandare a processo Salvini anche se l’operazione è avvenuta con la sua benedizione sotto forma di silenzio-assenso.

Lui quando c' è un problema va al Quirinale a volte nei palazzi Vaticani a prendere ordini che quasi sempre sono: tu stai zitto, fai finta di niente che ci pensiamo noi.

Già, ma questa volta è tosta, al punto di annullare la sua partecipazione al vertice dei vertici, quello in corso a Davos tra i grandi del mondo.

E se uno narcisista ed egocentrico come lui fa questo sacrificio vuole proprio dire che la situazione è grave e che la paura fa novanta.

Conte ha fatto fuori Salvini dal governo e Di Maio dai Cinque stelle dopo aver appoggiato e sottoscritto ogni loro capriccio e ogni follia, porti chiusi o redditi di cittadinanza che fossero.

La sua difesa è la classica io non c' ero e se c' ero dormivo, ma sarà difficile dormire lunedì mattina se Pd e Cinque Stelle dovessero perdere l'Emilia perché il botto sarà così forte che rimbomberà anche dentro Palazzo Chigi.

Dopo la caduta di Di Maio, se lunedì dovesse fare le valigie anche Zingaretti il premier Conte non può pensare di essere l'unico furbo della simpatica compagnia a farla franca.

Dicono che dal Quirinale lo stiano rassicurando sul suo futuro, ma √® una rassicurazione che somiglia molto a quel ¬ęEnrico stai sereno¬Ľ data dal segretario Renzi al premier Letta il giorno prima di scaricarlo.

Un prescelto dai grillini che dice di aver votato Pd come pensa di salvarsi dal tracollo dei grillini e del Pd?

Forse sostenendo che in fondo lui ha una cugina che vota Forza Italia e un nipote simpatizzante delle Sardine?

L'uomo lo ha dimostrato è capace di tutto, le giravolte sono il suo forte.

In queste ore pi√Ļ che a Davos Conte deve andare in chiesa a pregare santi e madonne che l'Emilia Romagna resti rossa.

E non è detto che un simile miracolo basti a salvargli la poltrona. Il prossimo della lista nera è proprio lui.

*www.ilgiornle.it

tutti pazzi per la Civita

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