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Silvio Berlusconi e Jole SantelliMorra usa l'Antimafia come clava politica

di Sabrina Cottone*

«Voglio una Calabria rock, non matrigna» dice praticamente senza voce durante la chiusura in tre tappe: Cosenza, Soriano e Reggio Calabria.

Tutti la chiamano per nome, Jole, ed è «la più grande soddisfazione» della candidata del centrodestra a presidente della Regione Calabria: l'azzurra Jole Santelli, 51 anni, avvocato, già sottosegretaria alla Giustizia e al Lavoro nei governi Berlusconi e Letta.

Dopo il sostegno di molti big durante una campagna a tappeto, primo fra tutti il Cavaliere che le ha chiesto di correre, ieri a Reggio Calabria è arrivato Giorgio Mulè, portavoce dei gruppi azzurri e responsabile dei dipartimenti di Fi.

La appoggiano sei liste (Jole Santelli presidente, Forza Italia, Fratelli d'Italia, Lega, casa delle Libertà, Unione di centro), contro le tre del suo principale avversario (Pd, Io resto in Calabria, Democratici e progressisti), l'imprenditore del tonno Pippo Callipo, 73 anni, esponente del centrosinistra voluto fortemente dal segretario del Pd, Nicola Zingaretti.

La presenza dei leader nazionali dei partiti ha dato alla sfida calabrese un significato anche nazionale, perché perdere la Calabria per la sinistra sarebbe uno scacco significativo, soprattutto dopo avere schierato un nome così noto.

I candidati sono quattro: accanto a Santelli e Callipo, l'uomo dei Cinque Stelle, Francesco Aiello, 54 anni, originario del Torinese ma docente universitario in Calabria.

E poi il candidato civico Carlo Tansi, 57 anni, ricercatore del Cnr ed ex capo della Protezione civile calabrese, anche lui sostenuto da tre liste: Tesoro Calabria, Calabria pulita e Calabria libera.

Proprio la presenza di Tansi potrebbe frammentare ulteriormente il voto di sinistra, già diviso dalla scelta di schierarsi con il centrodestra di alcuni sostenitori dell'attuale giunta di centrosinistra guidata da Mario Oliverio, che è stato toccato da inchieste giudiziarie.

Santelli ha puntato molto sui temi economici e dell'occupazione, fortemente sentiti nella regione. «Dare lavoro ai 300mila disoccupati calabresi» è stato uno degli elementi forti.

Nonostante tre università, i giovani non trovano lavoro: si formano in Calabria per poi fuggire altrove.

La chiusura è stata arroventata dalle vicende di Mimmo Tallini e Giuseppe Raffa, candidati di Forza Italia rinviati a giudizio per corruzione e dichiarati «impresentabili» dalla commissione Antimafia, di cui Jole Santelli è vice presidente.

Santelli, sin dai suoi esordi nel dipartimento Giustizia di Forza Italia, nota per il garantismo a spada tratta, ancora ieri li ha difesi senza esitazioni: «Sono politici e amministratori integerrimi e puliti, lontani anni luce dai sistemi dell'illegalità».

A guidare la commissione Antimafia il 5stelle calabrese Nicola Morra, accusato dalla Santelli di scorrettezza: «Non è nuovo a utilizzare il suo ruolo come una clava da abbattere sulla testa degli avversari politici».

Callipo, che ha incassato il sostegno dei Verdi, ha puntato parte della chiusura della sua campagna elettorale sull'antileghismo: «Non mi capacito di come i calabresi possano votare per la Lega, che non ha certo perso il suo dna antimeridionale».

*www.ilgiornale.it

tutti pazzi per la Civita

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