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Non è un problema da poco

di Arturo Diaconale*

Un’analisi sommaria dei risultati elettorali delle regionali in Emilia-Romagna ed in Calabria stabilisce che nei sistemi a tendenza bipolare per vincere è necessario avere un candidato capace di raccogliere il consenso di quell’area moderata che viene definita genericamente di centro.

Insomma, senza conquistare il centro i poli di destra e di sinistra non riescono a vincere.

Sulla base di questa considerazione, Stefano Bonaccini avrebbe vinto nella sua regione per aver saputo riportare al voto i moderati di centrosinistra che si erano allontanati dal Partito Democratico delusi per la fine della sua capacità propulsiva.

E Jole Santelli avrebbe trionfato in Calabria in quanto esponente di un partito come Forza Italia diverso dalle forze populiste e sovraniste e profondamente radicato nell’area centrale del fronte moderato.

Simili argomentazioni sono sicuramente suggestive e contengono altrettanto sicuramente una parte di verità. Nei sistemi bipolari, sia quelli di diritto che quelli di fatto, le forze più estreme possono vincere solo se hanno la possibilità di conquistare il centro.

Ma che succede se il centro non esiste più come rappresentanza politica?

Se si cala l’interrogativo sui risultati dell’Emilia-Romagna si comprende al meglio il suo significato.

In Calabria, Forza Italia e le liste centriste a lei collegate hanno conservato intatta la loro rappresentanza e la Santelli ha vinto con larghissimo margine di vantaggio.

In Emilia-Romagna Forza Italia è passata dall’otto per cento al due e mezzo per cento.

E non è bastato il 32 per cento della Lega e il risultato triplicato di Fratelli d’Italia per consentire a Lucia Borgonzoni di battere il governatore uscente.

Non ha del tutto torto Matteo Salvini, allora, quando rileva che una maggiore tenuta delle forze centriste emiliane e romagnole avrebbe messo la coalizione di centrodestra di conquistare la regione più rossa d’Italia.

Ed ha sicuramente ragione Silvio Berlusconi quando cita la Calabria per ribadire che senza Forza Italia capace di intercettare i voti liberali, moderati e cattolici non si vince.

Entrambi hanno ragione.

Ma se Forza Italia tiene solo nelle regioni meridionali e scompare in quelle centro-settentrionali si apre il problema di come colmare questo vuoto.

E non è un problema da poco!

*www.opinione.it

tutti pazzi per la Civita

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