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Giuseppe ConteE se il vero virus non fosse il Corona ma il Giuseppi?

di Alessandro Sallusti*

Da Coronavirus a Contevirus il passo è stato più breve del previsto.

Con poche parole per di più false come oggi dimostriamo all'interno del Giornale - il primo ministro Conte ha infatti infettato la pax politica che aveva caratterizzato i primi giorni dell'emergenza e ora la strada è tutta in salita tra ordini e contrordini.

Ciò che ieri era un «alto rischio» oggi è declassato a «normale pericolo» (l'epidemia); e quello che ieri era un «accettabile pericolo» oggi è diventato un «alto rischio» (la crisi economica del Nord messo in quarantena).

O è stato tutto un equivoco, ma allora ditelo chiaramente e fermate le macchine, oppure, se davvero la situazione necessita di misure talmente drastiche da limitare la libertà di movimento e di impresa, il governo deve da subito sostenere nel concreto, con provvedimenti altrettanto eccezionali, i danni che sta subendo il sistema produttivo.

Pensare di cavarsela con una sospensione del pagamento delle tasse nelle zone rosse è ridicolo.

Non è che i commercianti e gli imprenditori del Nord (ma fra un po' tutti) siano infatti messi meglio di quelli di Codogno o di Casalpusterlengo, che sono bravissimi, ma detto con tutto il rispetto rappresentano una goccia nel grande mare del Pil.

Quanto tempo può resistere Milano a scartamento ridotto senza adeguati sostegni, incentivi o esenzioni fiscali?

Nei primi due giorni di «codice rosso» il fatturato della città così è stato calcolato è diminuito, a costi costanti, di due terzi: da centoventi a quaranta milioni.

Avanti così, in pochi giorni i danni raggiungeranno il miliardo, ma intanto corrono tasse locali e nazionali, stipendi e mutui.

Fare pagare ai sani il conto dei malati è disonesto, sarebbe come chiedere ai terremotati di pagare le ruspe, i pompieri e le ambulanze che sono andati a salvarli.

Se Conte non chiarisce definitivamente e non si comporta di conseguenza, tra un po' ci sarà una pandemia di licenziamenti che farà ben più vittime di quella virale.

Invece di intercettare i telefonini, si preoccupi quindi di intercettare i bisogni dei cittadini che lui stesso ha contribuito a cacciare nei guai.

*www.ilgiornale.it

tutti pazzi per la Civita