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"È in ritardo, Conte ci ascolti"

di Luca Sablone*

Il Cav detta la strada da seguire: "Blocco di ogni pagamento verso lo Stato, sospensione degli affitti e garanzie sui crediti alle aziende"

"Le scelte effettuate dal governo, magari in ritardo, erano in gran parte obbligate. Ma il problema è più generale".

Così Silvio Berlusconi commenta le azioni del governo giallorosso, a cui però non ha risparmiato critiche: un Paese come l'Italia deve essere governato da "persone con esperienza, con competenza, con un passato adeguato" ed è proprio questo che manca.

Ora però bisogna lavorare per sostenere imprese e lavoro: a tal fine Forza Italia si è detta fin da subito disponibile per apportare "esperienza e competenza".

Nel tardo pomeriggio di ieri Giuseppe Conte si è presentato in Parlamento e ha annunciato nuovi interventi a tutela del mondo delle imprese: il Cav ha sottolineato la necessità di "immettere liquidità sui mercati", ma al momento si è ancora fermi ai 25 miliardi messi in campo recentemente.

Il premier ha assicurato che verranno aumentati, però "non ha indicato nulla di concreto".

I forzisti hanno presentano numerose proposte che vanno dal blocco di ogni pagamento verso lo Stato per alcuni mesi alla sospensione degli affitti per le attività produttive e commerciali ferme con indennizzo adeguato per i proprietari, passando per l'immediato saldo dei debiti della pubblica amministrazione verso le imprese.

Occorre agire come ha già fatto la Germania: "Lo Stato dia alle banche la garanzia sui crediti alle aziende. Spero che il governo finalmente ci ascolti".

Nell'intervista rilasciata a La Stampa, l'ex presidente del Consiglio ha parlato dell'unità nazionale: in questo momento di crisi le polemiche politiche passano in secondo piano.

Tutto ciò prende il nome di "collaborazione istituzionale", che significa fare delle scelte "in modo condiviso" e non essere informati "di decisioni già prese, come è avvenuto finora".

Conte ha firmato una lettera insieme ad altri 8 capi di Stato e di governo per chiedere all'Ue di adottare i coronabond per fronteggiare la crisi economica: "È una nostra richiesta da sempre, e sono lieto che su questo l'Italia parli con una voce sola.

Sui coronabond l'Europa è divisa. Alcuni Paesi del Nord non si sono ancora resi conto che la gravità della situazione riguarda tutti, anche dal punto di vista economico".

Infine Berlusconi ha raccontato un retroscena sul generoso gesto della donazione di 10 milioni di euro per il nuovo ospedale in Fiera: "Avrei preferito che restasse riservata, ma mi è stato fatto notare che renderla nota poteva suscitare una positiva emulazione, e in effetti così è stato".

E ha colto l'occasione per fare una precisazione sulla città di Milano: "Soffre, ma non è in ginocchio. Sono orgoglioso della mia città, della mia regione, del mio Paese per come i miei concittadini stanno affrontando questo disastro".

*www.ilgiornale.it

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