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L’Italia abbandonata a se stessa

di Riccardo Scarpa*

L’abbandono dell’Italia a se stessa: questa, in estrema sintesi, la posizione dei governi di Austria, Germania e Danimarca, della presidente della Commissione di governo dell’Ue, della governatrice della Banca centrale europea.

Questa è l’Unione europea? Spetta alla Destra Liberale chiarire alla Destra italiana che tale è la posizione di una minoranza di Stati membri, pur rilevanti.

Della presidente di un governo comune verso la quale ci si può e, nel caso, ci si deve opporre; di una banchiera centrale che risponde ai governatori delle banche centrali nazionali.

Spetta alla Destra Liberale far capire alla Destra italiana che se tre Stati membri impongono il loro indirizzo al resto dell’Unione è per vari motivi, ma non ultimo per il fatto che solo ora il governo italiano si accorge che manca di una politica di alleanze all’interno del Consiglio.

Che se la presidente della Commissione di governo dell’Unione prende quella posizione è perché non teme neppure la proposta di un voto di censura al Parlamento europeo, che se passasse la obbligherebbe alle dimissioni, per l’assenteismo dei parlamentari italiani, sovranisti o no.

Che finito il mandato di Mario Draghi alla Bce spetta al governatore della Banca d’Italia convincere gli altri governatori delle banche centrali degli Stati membri di una politica del credito diversa.

Insomma, spetta alla Destra Liberale proporre una politica militante italiana nelle Istituzioni dell’Unione, a cominciare dall’esigere che nei Consigli, dove sono rappresentati gli Stati membri, si voti a maggioranza e non si accettino veti.

Questo è l’unico modo per smontare il predominio austrotedesco, perché Austria, Ungheria e Germania sono la minoranza degli Stati membri.

Deve far notare che se c’è uno sconfitto, oggi, è il sovranismo per due motivi: equivale al prevalere dei sacri egoismi nazionali e quindi non metterà mai assieme una posizione comune nelle Istituzioni dell’Unione; se sfasciasse l’Unione riaprirebbe la strada al metodo più sanguinoso di fare politica in Europa: la guerra.

E per austriaci, ungheresi e tedeschi sarebbe un invito a nozze.

Con la conseguenza del tramonto definitivo di qualunque peso degli Europei occidentali, ed in particolare degli italiani, nel globo terracqueo.

Non gongolerebbero neppure i nordamericani. Infatti, l’unico Stato europeo a contare nel pianeta sarebbe la Federazione Russa, che ricopre da sola un sesto delle terre emerse e dalla quale, in questo momento, vengono i soli aiuti concreti che una vera grande potenza ci invia.

*www.opinione.it

tutti pazzi per la Civita

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