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La resistenza la fanno medici e infermieri

di Alessandro Sallusti*

A Parma ci hanno provato salvo fare retromarcia dopo la nostra denuncia - a dare gli aiuti del decreto Coronavirus solo a chi aveva firmato un'autocertificazione di antifascismo

A Parma ci hanno provato salvo fare retromarcia dopo la nostra denuncia - a dare gli aiuti del decreto Coronavirus solo a chi aveva firmato un'autocertificazione di antifascismo; l'Associazione partigiani d'Italia ha già annunciato che per il 25 Aprile ci si dovrà affacciare alle finestre e cantare Bella Ciao.

Cari partigiani e antifascisti, fatevene una ragione: il virus non è fascista, non è antifascista e, secondo me, ride alla grande della vostra stupidità.

E ci ha fatto pure il regalo uno dei pochi - di liberarci, per la prima volta nel Dopoguerra, della retorica del 25 Aprile, quantomeno della sua rappresentazione fisica nella quale, peraltro, non c'è più un partigiano a pagarlo oro.

La norma introdotta a suo tempo dal sindaco di Parma (nessun contributo pubblico se non certifichi che aderisci ai valori della Resistenza) mostra oggi tutta la sua inutile demagogia.

Non ci voleva molto a capirlo, come non ci vuole molto a capire che, eventualmente, i resistenti oggi non sono quelli che cantano Bella Ciao, ma gli infermieri e i medici che combattono negli ospedali, gli uomini delle forze dell'ordine che pattugliano le città deserte, gli imprenditori e i commercianti che lottano per sopravvivere, molti dei quali peraltro votano convintamente i partiti del centrodestra.

Per cui, cari finti partigiani, giù le mani dal Coronavirus.

Questa volta «l'invasore» che una mattina ha sorpreso Bella ciao è il nemico di tutti, Salvini compreso.

Ma, più in generale, direi: adesso basta con questa farsa del fascismo e dell'antifascismo che ha avvelenato l'aria dal Dopoguerra a oggi.

Non c'è nessuna minaccia in corso, nessuna pace da sottoscrivere, lasciamo ai trascurabili e opposti estremismi la convinzione di essere ancora in guerra, che il codice penale basta e avanza per tenerli sotto controllo.

Ci sono migliaia di vite da salvare e un Paese da ricostruire e serve altro che non giocare a fare i reduci, come ai tempi fatte le debite proporzioni e in condizioni assai più serie - avevano ben capito anche Togliatti e De Gasperi.

Se Parma vuole davvero essere la capitale della Cultura italiana 2020 cancelli definitivamente quella norma oscurantista e illiberale.

E quanto al 25 Aprile, se abbiamo sospeso messe, Olimpiadi e concerti...

*www.ilgiornale.it

tutti pazzi per la Civita

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