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Alfonso BonafedeIl Senato respinge la sfiducia

di Francesco Curridori*

Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, finito nell'occhio del ciclone dopo la scarcerazione di alcuni boss mafiosi e le successive accuse del pm Nino Di Matteo sulla scelta del capo del Dap, oggi ha rischiato di perdere la poltrona

Contro Bonafede sono state presentate due mozioni di sfiducia.

La prima è quella che vede il centrodestra unito, mentre l'altra è stata voluta da +Europa e potrebbe trovare l'appoggio dei renziani.

Il Pd e il M5S ha avvisato Italia Viva che, se votasse la sfiducia al Guardasigilli insieme alle opposizioni, si aprirebbe una crisi di governo perché Bonafede, oltre che ministro, è anche il capodelegazione dei grillini nel governo.

Pier Ferdinando Casini, pur con molte perplessità, vota la fiducia a Bonafede e ha fatto presente che “ci sono grandi contraddizioni tra le opposizioni.

Perché le due mozioni hanno contenuti opposti. Eppure le opposizioni uniranno le forze per votarle entrambe”.

E ancora: "Molti di noi - ha spiegato - hanno grandi perplessità sulla gestione del ministero della Giustizia, e io sono uno di questi.

Ma lei ministro, se vuole corrispondere seriamente al giuramento prestato nelle mani del capo dello Stato, deve evitare nel suo intervento di replica l'impostazione giustizialista che ancora oggi il M5s continua a sostenere".

La difesa di Bonafede

Il ministro ha esordito presentandosi come "in tutto e per tutto, uomo delle istituzioni" e ha definito il dibattito delle ultime tre settimane come "gravemente viziato da allusioni e illazioni".

Bonafede ha, poi, ricordato di essersi confrontato col Parlamento attraverso vari strumenti:"al Senato, con quattro interrogazioni a risposta immediata, e alla Camera, con due interrogazioni a risposta immediata, un'audizione in commissione giustizia e un'informativa urgente in aula".

Parlando della nomina di Basentini al posto del pm Di Matteo ha subito sgombrato la discussione da ogni fraintendimento: "Tutti i fatti sono chiari e lo sono sempre stati: ci furono condizionamenti?

Ancora una volta: No!", ha chiarito. "La mafia non va a guardare gli organigrammi, avrebbe visto Di Matteo lavorare al fianco del ministro della Giustizia", ha aggiunto.

E su questo tema il ministro rivendica di aver combattuto il malaffare attraverso le leggi da lui promosse.

Sul tema dei contagi nelle carceri replica in modo sprezzante alle opposizioni "In tutto il mondo è un fatto in Italia lo avrebbe inventato il governo con il Cura Italia", mentre il premier Giuseppe Conte si siede accanto al ministro degli Esteri Luigi Di Maio per ascoltare il suo intervento.

E aggiunge: "Alla data del 19 maggio 2020 risultano accertati 102 casi di persone recluse positive, di cui solo una ricoverata in struttura esterna.

Abbiamo avuto un massimo di 162 detenuti positivi. Per quanto riguarda il personale in servizio sono 164 i positivi.

I numeri parlano da soli e dicono che il piano di prevenzione non solo c'era ma anche ha funzionato".

Secondo Bonafede "è totalmente falsa l'immagine del governo che avrebbe spalancato le porte ai detenuti" anche perché "i giudici hanno applicato leggi vigenti negli ultimi 50 anni e che nessuno aveva mai cambiato".

Renzi 'salva' Bonafede

Matteo Renzi, parlando in Aula, ha annunciato un sofferto voto contrario alla sfiducia: "La vendetta, ora, sarebbe servita su un piatto d'argento, ma non si fa politica applicando la legge del taglione e noi rifiutiamo la sua cultura del sospetto", ha esordito e, rivolgendosi a Bonafede, ha aggiunto: "Spero, ministro, che questa vicenda possa far riflettere lei e i Cinquestelle".

E ancora: "Se votassimo con il metodo usato da lei nella sua esperienza parlamentare nei confronti dei membri del governo lei oggi dovrebbe andare a casa: Alfano, Guidi, Boschi, Lupi, Lotti, De Vincenti. Ma noi non siamo come voi".

Il leader di Italia Viva, poi, ha affondato il dito nella piaga e ha aggiunto: "Non ho dubbi, lei è tutto e tranne che avvicinabile dalla mafia, ma spero che questa vicenda possa far riflettere: essere additati ingiustamente, andare sui giornali, costringere la propria famiglia a subire l'onta fa male, la notte passi a pensare che è colpa tua".

Renzi ha incalzato Bonafede anche sulle scarcerazioni dei boss, una vicenda in cui "c'è stata molta superficialità da parte del Dap e c'è ancora molto da fare sulla prescrizione, e sul processo penale e civile".

La conclusione del ragionamento dell'ex premier suona come un avvertimento al Guardasigilli grillino: "Faccia il ministro della Giustizia e non il ministro dei giustizialisti e vedrà che ci avrà al suo fianco".

Le reazioni del centrodestra

Annamaria Bernini, presidente dei senatori di Forza Italia, con una nota ha parlato di "spettacolo deprimente" di fronte alla proposta di Bonafede di istituire "una commissione interministeriale per valutare i danni delle sue riforme liberticide, che sono purtroppo evidenti".

La Bernini definisce questa proposta "un modo tartufesco per continuare a galleggiare sui gravissimi danni provocati da una politica giudiziaria dissennata".

La senatrice leghista Giulia Bongiorno, invece, ritiene Bonafede "l'unico responsabile, insieme al Pd, della norma sciagurata che blocca la prescrizione, per noi poteva entrare in vigore solo dopo la riforma penale".

"Ministro, lei non è un passante se quelle norme non vanno è lei che le deve cambiare", ha aggiunto Bongiorno chiosando: "La norma acchiappa boss è una norma vuota che aggiunge solo qualche parere".

Il leader di FdI, Giorgia Meloni, ha aspramente criticato la scelta di Renzi: "Dopo che i Cinquestelle hanno mollato anche sul no alla regolarizzazione degli immigrati, consentendo la sanatoria indiscriminata per i clandestini proposta dal partito di Renzi, e dopo il lungo colloquio di ieri tra Conte e Maria Elena Boschi per trattare chissà quale altra poltrona, Renzi ha annunciato che difenderà il ministro Bonafede votando contro la nostra mozione di sfiducia. Che sorpresa".

La Meloni ha chiuso il suo commento con un post scriptum: "Renzi se continui così tra un po’ avrai più poltrone che voti".

Dopo che i cinquestelle hanno mollato anche sul no alla regolarizzazione degli immigrati, consentendo la sanatoria...

La mozione del centrodestra è stata respinta con 160 voti contrari, 131 favorevoli e un astenuto su un totale di 297 senatori presenti, mentre quella voluta da +Europa è stata bocciata con 158 contrari, 124 favorevoli e 19 astensioni.

*www.ilgiornale.it

tutti pazzi per la Civita