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Il premier è furioso, i governatori anche e i sindaci pure: troppa gente in giro a zonzo, troppi assembramenti

di Alessandro Sallusti*

Il premier è furioso, i governatori anche e i sindaci pure: troppa gente in giro a zonzo, troppi assembramenti.

Avanti così, dicono «e si torna alla chiusura» minacciando pure un inasprimento delle multe per chi viene colto in flagranza.

Già, tutto giusto in linea teorica ma un conto sono gli assembramenti organizzati in spregio a norme e buon senso, altro è se una somma di comportamenti corretti porta a una situazione di possibile rischio e quindi perseguibile in punta di legge.

Voglio dire: se io esco, da solo o in compagnia, equipaggiato e distanziato, e girando l'angolo mi ritrovo affiancato ad altre persone che facciamo?

Tiriamo a sorte chi deve fare retromarcia, iniziamo a questionare su chi è uscito prima di casa?

O si chiude o si apre, sapendo i rischi che si corrono.

Pensare di trasformare l'utopia in norma applicabile è tempo perso, soprattutto se parliamo di grandi numeri e di spazi liberi.

Volere legiferare sulla sana incoscienza dei bambini, sugli ormoni degli adolescenti, sulla necessità relazionale dei giovani o sulle libertà personali degli adulti è una battaglia illiberale, ma soprattutto contro i mulini a vento, simile al tentativo (ovviamente fallito) di voler riaprire il calcio con le regole degli scacchi.

La questione non è se è giusto o sbagliato, è semplicemente impossibile, quindi tanto vale farsene una ragione e smetterla di minacciare ogni giorno tutto e tutti con toni che vanno dal paternalista al dittatoriale.

A me il virus fa paura, non sono certo che «andrà tutto bene» e per questo sono convinto che ognuno debba continuare a fare la sua parte.

Ma più del virus temo lo stato di polizia permanente, le irruzioni nei ristoranti dove mi rifiuterò di lasciare i miei documenti, gli spioni in spiaggia o il vicino di casa delatore per una spaghettata sul terrazzo.

Siamo stati convinti sostenitori della necessità di chiudere tutto e non abbiamo deciso noi di riaprire, chi lo ha fatto spero abbia fatto tutti i ragionamenti del caso.

Se la reclusione aveva un senso, la libertà vigilata proprio non ci piace.

Anche perché non ci sembra che il vigile Conte e chi per lui visto come si è comportato in questi mesi - abbia i requisiti professionali per venire a farci ogni giorno la morale.

Si concentri sul suo, che noi proveremo a fare altrettanto sul nostro senza dover essere ogni giorno minacciati e ricattati.

*www.ilgiornale.it

tutti pazzi per la Civita