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Adesso proveranno a ridurre tutto a un problema sanitario

di Alessandro Sallusti*

Adesso proveranno a ridurre tutto a un problema sanitario per via di quel corteo (a tratti calca) - per lo pi√Ļ senza mascherine - che ieri ha sfilato a Roma, lungo via del Corso, per celebrare, su iniziativa dei tre partiti del centrodestra, la festa della Repubblica e protestare contro l'inerzia del governo.

Certo non è stato un bel vedere in quanto a distanziamento antivirus, ma ben si è vista la distanza che c'è oggi tra i cittadini e Giuseppe Conte.

Ed è chiaro che da oggi, giorno in cui l'Italia riapre, il problema non è sanitario, ma politico e sociale.

Prendersela con le piazze senza mascherine è un po' come incolpare il termometro perché segna la febbre.

Non è che impedendo di misurare lo stato di salute si annulla il sintomo e si cura la malattia.

Mi spiace che il forte appello di Mattarella all'unità nell'emergenza sia caduto nel vuoto, ma il presidente non può non vedere l'inadeguatezza e la confusione che regna nella maggioranza e nel governo e la rabbia che per questo sta montando nel Paese, in maniera autonoma a prescindere dalle opposizioni.

Noi ci stiamo: stiamo uniti.

√ą che sono Conte, i Cinquestelle e il Pd a non volere nessun tipo di unit√†, neppure quella tra di loro.

Il capo dello Stato ha giustamente ricordato il senso di responsabilità che partiti rivali dimostrarono alla fine dell'ultimo conflitto mondiale, pur di superare l'emergenza e iniziare la ricostruzione.

Certo, fu così e fu possibile perché De Gasperi chiamò Togliatti (e altri rivali) al tavolo, per scrivere e condividere le regole della ripartenza, rimandando alle prime elezioni una resa dei conti democratica.

Conte e Zingaretti pensano invece di fare tutto da soli, con disprezzo delle opposizioni, del mondo degli industriali, dei commercianti e dei liberi professionisti.

Mattarella lo spieghi ai governanti, che non solo così facendo non caveranno mai un ragno dal buco, ma che questa è la via maestra per incendiare gli animi.

Pensare che il problema di un Paese siano le opposizioni è illogico, ridicolo e pure anticostituzionale, perché nessuna emergenza può giustificare la soppressione delle libertà politiche, espresse con (meglio) o senza mascherina.

L'onore e l'onere di governare toccano a Conte.

Se non è all'altezza, se i cittadini gli si rivoltano contro, la colpa e il problema è suo e solo suo.

Trovi il modo di risolverlo invece di puntare il dito accusatore contro la gente (da lui) esasperata.

*www.ilgiornale.it

tutti pazzi per la Civita

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