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La paura del ritorno anticipato alle urne

di Arturo Diaconale*

L’aspetto più singolare della vicenda dei vitalizi è che a cavalcare la battaglia demagogica per cancellare del tutto i privilegi fissati in passato a vantaggio dei parlamentari sono quelli che più temono di poter perdere lo status ed i relativi benefici della condizione di rappresentanti del popolo in Parlamento.

Un paradosso per cui la più radicale avversione alla casta politica viene espressa da coloro che, pur essendone ormai diventati esponenti, cavalcano la tesi demagogica dell’inutilità, del costo e della pericolosità del professionismo politico.

E sono ora i più ferocemente incollati ai propri scranni, pronti a qualsiasi sforzo o manovra al fine di evitare un ricorso alle elezioni anticipate che condannerebbe molti di loro a tornare alle proprie occupazioni di normali cittadini.

Il paradosso non vive soltanto grazie agli esponenti del Movimento Cinque Stelle.

A manifestare una contraddizione così stridente sono gran parte di quei parlamentari della maggioranza tra i quali, anche alla luce del prossimo referendum sul taglio dei deputati e senatori, è radicata la certezza che in caso di caduta del governo e di elezioni anticipate non avrebbero alcuna possibilità di rientrare a Montecitorio ed a Palazzo Madama.

La massima compattezza alla maggioranza governativa si tiene e si cementa su questo spettro.

Nessun parlamentare ammetterà mai che l’interesse personale muove sempre le scelte politiche ma tutti sono perfettamente consapevoli che senza sacrificio del generalizzato tornaconto personale la sorte del Governo di Giuseppe Conte sarebbe già stata segnata da tempo.

Il pregiudizio ideologico antiparlamentare, in sostanza, è diventato nel tempo un fattore politico di primaria importanza.

E porta con sé lo spettacolo inverecondo, sempre a beneficio di telecamere, di chi predica bene e razzola male e sostiene un governo ormai incapace di affrontare i gravissimi problemi che gravano sul paese perseverando in un’azione denigratoria della rappresentanza parlamentare che minaccia la tenuta delle istituzioni della Repubblica.

Gli anti-casta sono i più strenui difensori della casta. Ma solo a condizione che, e se, la casta in questione sia la loro!

*www.opinione.it

tutti pazzi per la Civita

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