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La preoccupante situazione delle famiglie italiane

di Paolo Pillitteri*

Per il Governo Conte (e non solo) si avvicina il banco di prova delle elezioni amministrative in un contesto socio-economico caratterizzato da una crisi senza precedenti.

E non pare a molti osservatori, a parte i soliti entusiasti di questa maggioranza, che l’annunciato decreto della “semplicità” sia in grado di dare un contributo reale per porre rimedio a una situazione del genere.

Il Governo Conte e molta parte dei media hanno posto scarsa attenzione alla Banca d’Italia che qualche giorno fa ha pubblicato dati a dir poco preoccupanti sulla situazione delle famiglie italiane: “La quota di popolazione che non ha sufficienti risorse finanziarie liquide per poter restare alle soglie di povertà per tre mesi in assenza di altre entrate raggiunge il 55, quasi il 40 per cento degli individui indebitati dichiara di avere difficoltà nel sostenere le rate del mutuo a causa della crisi...”.

Dati da far tremare i polsi tanto più che gli effetti della crisi si stanno facendo sentire su interi settori fra cui il turismo che è stato spazzato via mentre incombono licenziamenti di massa e, comunque, per migliaia di lavoratori si pone il problema di riqualificarsi.

Un quadro drammatico, ancora, rispetto al Prodotto interno lordo italiano dell’anno prossimo con stime peggiorative mentre per Francia e Spagna sono state riviste al rialzo per lo stesso anno 2021 e se questo calo non si è ancora tradotto in emergenza sociale è grazie soprattutto ai risparmi degli italiani, a una rete di solidarietà, e a un settore pubblico che ha continuato a far crescere deficit come se non fosse accaduto nulla.

L’importante è spendere, poi qualcuno pagherà. Il fatto è che l’aumento della spesa pubblica potenzia legami clientelari con crescita della corruzione e della irresponsabilità che comportano una diminuzione dello spirito e del coraggio d’iniziativa...

Una situazione che meriterebbe ben altro approccio da parte di un Esecutivo contraddistinto da lacerazioni interne e litigi in cui emergono gli antichi, anche se ben previsti e annunciati progetti (si fa per dire) di un Movimento 5 Stelle dove l’“uno uguale uno” non solo si è rivelato una bufala, ma ha svelato un gioco di carte truccate tanto più ingannatore nell’opposizione quanto più deleterio nel Governo.

In palese difficoltĂ  ora ma che a settembre-ottobre, se ci arriverĂ , si troverĂ  di fronte ad un autunno caldissimo anche per responsabilitĂ  di scelte, misure, decreti e opzioni a dir poco inefficaci, spesso frutto di incapacitĂ .

Uno fra i tanti esempi lo abbiamo sotto gli occhi col caso Autostrade e il ricordo va a Luigi Di Maio che invocava fulmini e saette puntando il dito accusatore contro i Benetton ed ora finge di subire (altri nel Movimento 5 Stelle dicono di non saperne nulla) la decisione opposta del Governo del quale è ministro degli Affari esteri.

Del resto, il nodo Autostrade, oltre che ad affliggere migliaia di automobilisti in viaggio in Liguria e aggiungere pesi su quella economia fondata sul turismo e le seconde case, è il simbolo del disastro governativo incapace non solo di prevedere ma di gestire e risolvere problemi, certamente non semplici, ma non impossibili soprattutto per chi voleva aprire Governo e Parlamento come una scatoletta di tonno.

E ora il tonno sono loro.

*www.opinione.it

tutti pazzi per la Civita

 

 

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