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Mion: "Dall'azienda proposta seria ma non sono ottimista"

di Giandomenico Serrao*

La holding è pronta a scendere sotto il 50%. Martedì prossimo la decisione definitiva in Consiglio dei ministri.

Autostrade per l'Italia ha mandato la sua proposta al governo che avrà tre giorni per analizzarla nel dettaglio e poi, martedì prossimo, prendere una decisione definitiva in Consiglio dei ministri.

L'offerta è arrivata sul tavolo del governo che, dalle prime indicazioni, la considera "decisamente migliore" rispetto a quella inviata a inizio giugno.

Il premier Giuseppe Conte nei giorni scorsi aveva chiesto "una proposta vantaggiosa" per lo Stato e da quello che filtra dai primi approfondimenti pare che questa sia arrivata.

Complessivamente la proposta di Aspi vale 11 miliardi (3,4 miliardi piu' 7,5 miliardi di investimenti da piano).

Il governo punta a un taglio di almeno il 5% delle tariffe, a indennizzi a Genova, a maggiori controlli sulla rete, a un'accelerazione sugli investimenti, a una manutenzione straordinaria.

A inizio mese Aspi aveva offerto 2,8 miliardi di euro.

Ora la cifra dovrebbe essere quella chiesta dall'esecutivo di 3,4 miliardi.

C'è poi la questione della governance di Autostrade per l'Italia.

Il governo in più di un'occasione ha chiesto ai Benetton di fare un passo indietro sul controllo della società (oggi Atlantia ha l'88% di Autostrade).

Sembra che la holding sia disposta a scendere sotto il 50% non più attraverso una cessione tout court della quota ma con un aumento di capitale pari a circa 3 miliardi di euro per fare entrare nell'azionariato delle "nuove" Autostrade, Cdp, F2i, Poste Vita e alcune casse previdenziali.

Le risorse fresche permetterebbero inoltre alla società di fare quegli investimenti necessari ad ammodernare la rete. In questo modo, inoltre Atlantia non sarebbe costretta a vendere "sotto prezzo" Aspi che, a causa del decreto Milleproroghe, ha visto il proprio valore precipitare a causa del taglio dell'indennizzo da corrispondere in caso di revoca della concessione da 23 miliardi a 7.

La misura approvata a gennaio dal Governo - unita al debito di 10 miliardi di Aspi - ha rappresentato un notevole vulnus sia per la riduzione dell'indennizzo ma anche perché, di fatto, ha reso impossibile il finanziamento sul mercato a causa dei downgrade delle agenzie di rating.

Se tutte le caselle andranno al loro posto e se il Cdm martedì darà il via libera all'accordo il passo successivo sarà quello della messa a punto della governance della nuova società. In caso contrario la revoca sarà l'unica strada percorribile.

Mion: "Proposta seria"

Da parte di Autostrade per l'Italia e Atlantia è arrivata al governo "una proposta seria" per chiudere la partita legata al futuro della concessione di Aspi, ma "non sono ottimista".

A dirlo all'AGI è Gianni Mion, presidente di Edizione, la holding della famiglia Benetton che è il primo azionista di Atlantia. I due gruppi, ha tenuto a sottolineare il manager, "hanno fatto un grande sforzo, anche professionale"; ora "non resta che aspettare".

Barbara Lezzi: "Benetton fuori"

Per la senatrice M5s Barbara Lezzi il governo deve rifiutare la proposta di Aspi ed è "doveroso" che sia resa nota la posizione che prenderà ciascun ministro in Cdm martedì. "È stato molto chiaro il presidente Conte l'altro giorno quando ha parlato di Autostrade per l'Italia: 'O arriva una proposta irrinunciabile da Aspi nelle prossime ore oppure il governo procederà con la revoca della concessione sulla rete autostradale'", premette l'ex ministro per il Sud, in un lungo post su Facebook.

"La proposta è arrivata e prevede una diminuzione della partecipazione dei Benetton nella società e qualche promessa su investimenti e calo dei pedaggi", continua Lezzi.

"È una proposta alla quale il governo deve rinunciare per i motivi arcinoti che hanno causato il crollo del Ponte Morandi e la morte di 43 persone ma anche per comportamenti successivi alla strage".

In primo luogo, elenca, "i Benetton hanno presentato un esposto perché sono stati esclusi dalla ricostruzione del Ponte.

In attesa della sentenza, hanno sempre e solo alzato la posta. Solo quando la Consulta ha sentenziato a favore di quella scelta di esclusione, hanno abbassato le penne".

Della Vedova: "No a nazionalizzazioni"

"Conte orientato alla nazionalizzazione di Autostrade. Avrà un progetto industriale: più efficienza nella gestione e risparmi per i contribuenti? No: la solita paura del populismo M5S che chiede vendetta e minaccia la crisi. Si nazionalizza ideologicamente, così, alla venezuelana".

Lo scrive su Twitter il segretario di Piu' Europa, Benedetto Della Vedova.

Boschi: "Revoca può danneggiare interesse dei cittadini"

"Stiamo cercando di portare un po' di buonsenso e di ragionevolezza nelle discussioni dentro il Governo sulle concessioni autostradali, come su mille altri argomenti.

Noi crediamo che si debba guardare anzitutto all'interesse dei cittadini. Chi ha sbagliato deve pagare e sono i tribunali a doverlo stabilire. Noi dobbiamo garantire ai cittadini che i servizi siano di qualità, quindi garantire che sulle reti autostradali ci sia manutenzione, ci siano investimenti e salvaguardare i posti di lavoro".

Lo ha detto Maria Elena Boschi, capogruppo di Italia Viva alla Camera nella giornata di sabato.

*www.agi.it

tutti pazzi per la Civita

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