Pin It

Mario DraghiManovre per il governissimo

*Vittorio Macioce*

Tutto sta a convincere Mario. Si parla, si cerca, ci si incontra, si ragiona sui tempi e sulle condizioni.

√ą il rumore di fondo che accompagna questa stagione della politica italiana.

Tutto sta a convincere Mario. Si parla, si cerca, ci si incontra, si ragiona sui tempi e sulle condizioni.

√ą il rumore di fondo che accompagna questa stagione della politica italiana, dove tutti sognavano di stare in vacanza e invece gli tocca trovare un'alternativa a Conte.

Mario, il prescelto riluttante, è Mario Draghi.

L'ex capo della Bce è l'uomo autorevole e carismatico che può parlare con la Merkel da leader a leader.

Draghi, dicono, sa cosa fare. Non temporeggia, non tentenna, non tergiversa, non sposta il domani sempre un giorno pi√Ļ in l√†. Non tira a campare.

C'è solo un problema. Mario ogni volta sente una voce che gli sussurra nell'orecchio: ma chi te lo fa fare?

Non √® pigrizia, menefreghismo e neppure ignavia. √ą prudenza. √ą sapere come vanno poi a finire queste cose.

Ti evocano, ti pregano, ti rassicurano, ma poi ognuno sta lì a segnare il proprio terreno: le pensioni non si toccano, il reddito di cittadinanza non sia mai, la flat tax prima di tutto, migranti sì, migranti no, migranti forse e soprattutto poi le poltrone, quelle sono il senso della vita.

Mario sa che in questa storia ci perde dieci anni di vita.

Qui ti tocca guardarti allo specchio e definire il limite delle tue ambizioni e del tuo cuore.

Quanto vale scrivere il tuo nome tra i presidenti del Consiglio? Quanto costa? Quanto tieni al futuro dell'Italia? E ancora: quanto costa?

Il rumore di fondo serve anche a dare una risposta a questi quesiti.

Di Maio s'incontra proprio con Draghi e poi ne parla faccia a faccia con Gianni Letta,

Draghi si vede anche con Franceschini, Renzi manda messaggi a tutti, perché poi toccherebbe a lui accendere la miccia, il presidente Mattarella si informa con discrezione, qualcuno ne parla con Giorgetti, con Salvini che non ci sente e poi le parole rimbalzano su Zaia, che a tutti risponde la stessa cosa: veneto sono e veneto sarò.

Si cerca anche di smuovere Giorgia Meloni, ma lei di governo di unità nazionale non vuole sentirne parlare.

Non per scarso patriottismo, ma perch√© non crede nelle larghe intese: ¬ęDi Maio e io cosa ci dobbiamo dire?¬Ľ.

Enrico Letta intanto fa capire che qualcosa di serio in ballo c'√®. ¬ęL'incontro tra Di Maio e Draghi √® davvero storico.

I Cinque Stelle cominciano a parlare la lingua della ragionevolezza¬Ľ.

Solo che Conte resiste.

√ą da tempo che sente gridare ¬ęal lupo al lupo¬Ľ ma nessuno stacca la spina.

Non si sente inadeguato, come gli sussurrano alle spalle i suoi amici della maggioranza.

La realtà è che Conte continua a giocarsi la partita della sua vita, ma anche i partiti della sua maggioranza faticano a trovare un'idea, un progetto, che vada oltre l'orizzonte quotidiano.

Non √® che il premier non abbia una strategia. Ci pensa al futuro, ma lo vede sempre ¬ęcontecentrico¬Ľ.

L'ultima sua preoccupazione è sospendere le mosse politiche fino al 31 dicembre.

L'occasione, seria, è l'emergenza virus. Nessuno sa cosa accadrà ad autunno.

√ą chiaro che il contagio non √® finito, per√≤ la richiesta di estendere i poteri straordinari serve anche a ostacolare colpi di mano.

Tiene perlomeno lontane le controfigure di Mario Draghi.

L'alternativa, scommette il premier, non può che essere l'ex supergovernatore e ci vogliono tante garanzie per convincerlo.

 Cosa è disposto a concedere il Pd ai nuovi alleati?

Come fa Di Maio a spiegare al movimento grillino un governo con Forza Italia?

Ma soprattutto c'è un nodo fondamentale da sciogliere: trovare l'accordo su come ridare una speranza agli italiani.

Draghi non può permettersi chiacchiere.

A ottobre farà molto caldo.

*www.ilgiornale.it

tutti pazzi per la Civita

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna