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Invocava una "decisione rapida" già il 13 marzo

Una lettera di Paola De Micheli mette nei guai Giuseppe Conte sul dossier riguardante Autostrade per l’Italia.

Ormai non c’è più nemmeno l’ombra di un dubbio: la responsabilità dei ritardi sul caso dei Benetton coinvolge il premier, che ha scelto di non prendere una decisione quando i tempi erano maturi per farlo.

Repubblica ha messo le mani sulla missiva che la ministra dei Trasporti ha inviato al capo del governo lo scorso 13 marzo: probabile che a farla filtrare sia stato proprio il Mit, che ha così sbugiardato Palazzo Chigi, che da giorni tenta di scaricare ogni responsabilità sulla De Micheli e su Gualtieri, ritenuti i due ministri più direttamente competenti.

E invece dalla “riservata personale” indirizzata a Conte si evince chiaramente che la ministra già quattro mesi fa aveva prospettato le due opzioni che saranno stasera sul tavolo del Cdm e soprattutto aveva chiesto la convocazione immediata di un vertice di maggioranza per giungere a una decisione rapida e condivisa.

E invece con la scusa del coronavirus il premier ha fatto sì che la situazione precipitasse: il primo riscontro alla lettera della De Micheli è arrivato soltanto il 27 maggio, quando viene convocato un vertice che si conclude con un nulla di fatto.

Poi il 25 giugno si consuma un altro confronto che non produce risultati, infine l’ultimatum dei giorni scorsi inviato ai Benetton da Conte, che improvvisamente si è svegliato e ora spinge per chiudere la questione.

Ma non è detto che ci riesca: la spaccatura nella maggioranza è forte sulla questione della revoca, non a caso il Cdm previsto per la mattinata di oggi è stato posticipato alle 22 di stasera.

Un altro rinvio che non stupisce più nessuno, ma stavolta il premier non può più scappare.

*www.lberoquotiiano.it

tutti pazzi per la Civita

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