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Giuseppe ConteBenetton fuori dal Cda

di Valentina Dardari*

C'è l'accordo dopo un lungo Consiglio dei ministri.

Atlantia è pronta a cedere l'88% a Cassa depositi e prestiti.

Ormai ci siamo, sembra che i Benetton saranno presto fuori.

L’accordo per la transazione sarebbe stato trovato e ora mancherebbero solo i dettagli, di cui si occuperanno i ministeri dell’Economia e delle finanze e a quello delle Infrastrutture.

Questo quanto pervenuto al termine del Consiglio dei ministri, durato tutta la notte e terminato questa mattina verso le 5.30.

Nessuna revoca della concessione ma estromissione graduale dei Benetton, entro un anno fuori del tutto, con ingresso di Cassa Depositi e Prestiti nel capitale di Autostrade per l’Italia.

Aspi avrebbe accolto tutte le richieste del governo.

Fuori i Benetton, entro un anno

I due ministeri che dovranno definire i dettagli della transazione si occuperanno dell’uscita graduale dei Benetton dalla società e si adopereranno anche per un nuovo accordo sui vari aspetti della convenzione.

Entro il 27 luglio dovrà iniziare anche il dialogo di Cassa depositi e prestiti. Nell’accordo raggiunto, la società Atlantia uscirà quindi in modo graduale da Autostrade e farà il suo ingresso Cassa depositi e prestiti.

Al centro della discussione è stata la nuova proposta fatta da Autostrade per l’Italia che il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha presentato. Quest'ultima è stata causa di una sospensione di circa un’ora del Cdm.

La proposta è quindi stata esposta al premier Giuseppe Conte.

La discussione separata non è però piaciuta alla responsabile dell’Agricoltura, Teresa Bellanova che ha mostrato irritazione per quanto avvenuto.

Accettate tutte le condizioni

Il presidente del Consiglio ha chiesto ad Aspi di accettare in toto le condizioni messe sul tavolo. E così è stato.

Dopo una lunga trattativa, alla fine si è arrivati all’accordo tanto sospirato. Entro un anno Atlantia, e di conseguenza i Benetton, uscirà da Aspi, mentre entrerà Cdp con quotazione della società in Borsa.

Il governo per il momento si sarebbe quindi salvato in corner.

Anche perché, con l’esclusione sia della revoca che della decadenza, il governo evita il rischio di dover pagare pesanti sanzioni, fino a 23 miliardi.

Nella bozza ci sarebbe l’entrata dello Stato in Autostrade con un pesante capitale, si parla di circa 4 miliardi di euro, e di conseguenza l’uscita piano piano di Atlantia, che oggi ha l’88%.

Aspi dovrebbe poi essere quotata in borsa e dare così la possibilità agli attuali azionisti di maggioranza di vendere le proprie azioni.

L’obiettivo dei 5Stelle sarebbe quindi raggiunto: eliminare definitivamente i Benetton.

*www.ilgiornale.it

tutti pazzi per la Civita

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