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"Non li possiamo smantellare"

di Luca Sablone*

I grillini non vogliono la cancellazione delle multe alle Ong: "Così rischiamo di fare un assist a Salvini, non abbiamo capito nulla"

Sembrava tutto fatto, ma a quanto pare il governo non riesce a trovare una quadra comune neanche per quanto riguarda i decreti Sicurezza.

Nella serata di ieri, al termine del quinto incontro al Viminale, era stata trovata un'intesa tra Luciana Lamorgese e la maggioranza su un nuovo testo per superare i dl che portano la firma di Matteo Salvini.

Il tutto proprio nel giorno in cui il Senato ha dato l'autorizzazione a procedere per il processo al leghista in merito al caso Open Arms.

Sembrava che i giallorossi avessero raggiunto uno degli obiettivi che si erano fissati in occasione della nascita del Conte bis: porti e porte aperte a tutti.

Tra le novità del nuovo patto vi è la cancellazione delle multe milionarie alle navi Ong, l'allargamento della possibilità di accedere alla protezione umanitaria, la revisione del sistema di accoglienza e la possibilità per i richiedenti asilo di iscriversi all'anagrafe comunale.

Ma qualcosa è andato storto.

Infatti, come riportato dall'Huffington Post, l'accordo √® durato poco pi√Ļ di 12 ore: la sintesi √® stata gi√† messa in discussione dal Partito democratico e dal Movimento 5 Stelle.

A dividere la maggioranza √® la questione delle multe alle Ong che prestano soccorso in mare: secondo la bozza non ci sarebbero pi√Ļ le multe amministrative, ma sarebbe necessario il processo penale.

Un fattore che ha mandato su tutte le furie i parlamentari grillini che, dopo aver appreso la notizia, sono esplosi nelle chat: "Non possiamo smantellare i decreti Sicurezza, significa fornire un assist a Salvini.

Non abbiamo capito nulla".

Non è certamente una novità, ma anche sulla vicenda in questione i pentastellati si sono divisi: da una parte quelli presenti al tavolo della trattativa chiedono il processo penale; dall'altra c'è chi vuole che rimangano fermamente le multe amministrative.

Quest'ultima è la linea tracciata da Luigi Di Maio, che ora fa il duro per imitare Salvini.

Il ministro degli Esteri ha invitato l'Europa ad aprire gli occhi sul tema immigrazione e l'ha richiamata ai suoi impegni: "Non dobbiamo avere paura di dire che in questo momento l'Italia da sola non ce la può fare.

Serve un'azione di ampio respiro sul tema, che salvaguardi la tenuta sociale del Paese".

Neanche all'interno del Pd tira aria buona.

Il testo per smantellare i decreti Sicurezza dovrebbe arrivare in Consiglio dei ministri solo a settembre, ed è proprio questo che ha provocato la reazione di Matteo Orfini: "Se davvero c'è l'accordo sulla modifica ai decreti Sicurezza, perché rinviare tutto a settembre?

Chiedo a Conte e al governo di passare dagli annunci ai fatti e di approvare le modifiche al prossimo Consiglio dei ministri".

Il sospetto del parlamentare dem è chiaro: "O (ancora una volta) stiamo solo facendo finta?".

La pensa diversamente Matteo Mauri, viceministro dell'Interno, che parla di novit√† assolute e di buone notizie per il nostro Paese: "Grazie al lavoro fatto da tutte le forze di maggioranza e dal ministro Lamorgese vengono azzerati tutti gli effetti negativi dei decreti Salvini, che hanno generato solo pi√Ļ illegalit√† e meno sicurezza per tutti".

*www.ilgiornale.it

tutti pazzi per la Civita

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