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Anche Palazzo Chigi sbaglia a mandare i messaggi di posta elettronica.

di Alberto Giorgi*

Gli uffici della presidenza del Consiglio rispondono alla richiesta dell'avvocato Bongiorno, circa il processo Gregoretti, con oltre due mesi di ritardo.

Anche Palazzo Chigi sbaglia a mandare i messaggi di posta elettronica.

Errare humanum est, dice la nota massima latina, ma non dovrebbe succedere se di mezzo ci sono comunicazioni ufficiali istituzionali.

E se l’oggetto della questione è un procedimento a carico di un parlamentare.

In questo caso, si tratta dell’autorizzazione a procedere contro Matteo Salvini, concesso al tribunale dei ministri di Catania dall’aula del Senato, in data 13 febbraio, per il caso Gregoretti.

Come noto, invece, nei giorni scorsi Palazzo Madama ha dato il via libera a un secondo procedimento contro il leader della Lega: sempre per sequestro di persona, questa volta per il caso della nave della Ong Open Arms.

In questo caso ad avanzare la richiesta sono stati i magistrati di Palermo.

Bene, dicevamo dalla mail sbagliata.

Ecco, la mail non è stata solamente sbagliata da Palazzo Chigi, ma inviata con larghissimo ritardo.

Spieghiamo. In data 25 maggio, la senatrice del Carroccio Giulia Bongiorno, in qualità di avvocato dell’ex titolare del Viminale, avanzò ufficialmente la richiesta della difesa del senatore Salvini nell’ambito, appunto, del caso Gregoretti.

Ne seguono sessantanove giorni di silenzio, senza che da Palazzo Chigi arrivasse alcuna risposta.

Il motivo di questo silenzio? Presto detto: gli uffici del Presidente del Consiglio avevano spedito il materiale a un indirizzo mail errato – perché non riferibile allo studio dell’avvocato Giulia Bongiorno – e quindi niente è stato ricevuto prima di oggi, che è il 3 di agosto.

Un buco di settanta giorni che imbarazza Palazzo Chigi, che anziché inviare una comunicazione ufficiale all’indirizzo Pec (posta elettronica certificata) dello studio dell’avvocato Bongiorno, pensa bene di rispondere all’indirizzo della segretaria dello studio stesso.

Il tutto sbagliando questo secondo indirizzo.

Et voilà, la frittata è fatta.

In questo modo anziché servirsi della Pec, consigliata per questo tipo di comunicazioni, hanno inviato una mail a un indirizzo generico (sbagliato!) con tutta la documentazione relativa a un processo contro un ex ministro.

Ovviamente, le comunicazioni ufficiali su questioni peraltro delicate andrebbero indirizzate alla mail Pec dello studio, cosa che non è avvenuta.

Gli uffici di Palazzo Chigi hanno preferito – viene da chiedersi il perché – rispondere all’indirizzo di segreteria, sbagliandolo pure…

Il capo politico della Lega, nei prossimi mesi, dovrà difendersi in due diversi procedimenti: in entrambi è accusato di sequestro di persona, per aver tardato lo sbarco dei migranti a bordo dell’imbarcazione della Guardia Costiera Italiana (Gregoretti) e della nave della Ong spagnola (Open Arms).

Il primo appuntamento è fissato a inizio ottobre, il 3: in quel giorno di inizio autunno è stata fissata l’udienza preliminare del processo-Gregoretti.

*www.ilgiornale.it

tutti pazzi per la Civita

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