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Mentre inaugura il nuovo ponte Morandi, i suoi tecnici pronti al giro di vite sui trasporti

di Alessandro Sallusti*

Rischio Ferragosto senza treni e aerei con la scusa del virus.

Il nuovo ponte di Genova, inaugurato ieri sera da Mattarella, dimostra tante cose, ma una in particolare: se politici, burocrati e magistrati se ne stanno alla larga, in Italia le cose si possono fare presto e bene.

Due bravi amministratori pubblici dotati di pieni poteri (il sindaco di Genova Bucci e il governatore della Liguria Toti), due aziende con i controfiocchi (Salini e Fincantieri) e un progettista di valore (Renzo Piano) in due anni di lavoro hanno ridato a Genova e all'Italia intera l'onore che si meritano.

Qui non ci sono medaglie da distribuire - in altri Paesi sarebbe la normalità -, ma una lezione da imparare a memoria su come dovrebbero funzionare le cose tra pubblico e privato.

Uno potrebbe obiettare: ma che dici, il Morandi cadde per colpa di una società privata, Autostrade, dei Benetton, che non fece il suo dovere.

È vero, ma questa è solo una parte della verità.

Il ponte, in realtà, cadde per colpa di un rapporto malato tra il pubblico e il privato, perché se il controllato (Autostrade) aveva la febbre non è che il controllore (lo Stato appunto) stesse molto meglio, altrimenti non si sarebbe mai arrivati al punto di rottura, prima della struttura e poi del contratto.

Il nuovo ponte è venuto su che è una meraviglia perché questa volta pubblico e privato non sono stati nemici che campano di furbizie e si guardano in cagnesco cercando di fregarsi l'un l'altro, ma soci in una grande impresa, ognuno al suo posto, con le sue competenze, i suoi diritti e i suoi doveri.

Ma, purtroppo, parliamo di un'eccezione.

Se ti sposti solo di qualche chilometro dal ponte del miracolo, trovi che il braccio di ferro tra Stato e privati ha paralizzato l'intera rete autostradale della Liguria, con danni incalcolabili al turismo e al commercio.

E lo Stato impiccione sta per rovinare quel che resta dell'estate degli italiani, bloccando di fatto a Ferragosto la regolarità di treni e aerei per la paura - secondo i più infondata - di un ritorno del Covid.

Così come la scuola faticherà a ripartire, perché il bando per riorganizzare le aule non è stato scritto e fatto a misura di imprese, ma per accontentare i tempi e le necessità della politica e del governo.

Io sono contento che Genova abbia il nuovo ponte.

Ma sarà festa breve se non si riesce a creare un ponte altrettanto solido e moderno tra chi governa e i governati.

Covid o non Covid.

*www.ilgiornale.it

tutti pazzi per la Civita

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