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Sergio Mattarella"Rimpasto? Potrebbe servire un nuovo voto di fiducia"

Prima, il retroscena di Repubblica, che raccoglieva la testimonianza anonima di tre ministri:

"Rimpasto? Se ci fossero diversi cambi nella squadra dei ministri sarebbe necessario dimettersi e salire al Quirinale. Poi, in aula, tutto è possibile".

Insomma, il senso è chiaro: se come sembra Giuseppe Conte procedesse a ritoccare in modo profondo la squadra di governo, potrebbe essere costretto al passaggio formale delle dimissioni e del reincarico, in seguito al quale, nel segreto del voto Parlamentare, potrebbe anche saltare.

E dopo il retroscena di Repubblica, ecco la "velina" dal Quirinale.

Sul Corriere della Sera, l'autorevole Marzio Breda, molto vicino a Sergio Mattarella, verga un articolo dal titolo che non ha bisogno di particolari spiegazioni: "I dubbi del Colle sui cambi di ministri. Nel caso servirebbe una nuova fiducia davanti alle Camera".

Proprio come anticipato da Repubblica.

Nel pezzo di Breda, si scopre anche che, ufficialmente, ancora nessuno dalla scorsa estate abbia parlato al Quirinale di rimpasto.

E ancora, questo più scontato, si apprende che Mattarella non vede di buon occhio (eufemismo) un rimpasto in piena pandemia.

Ma tant'è: se il cambio riguardasse un solo ministro, il passaggio sarebbe indolore.

Se al contrario ci fossero tre-quattro ministri da cambiare, il voto di fiducia alle Camere sarebbe necessario. Voto ancor più imprescindibile nel caso in cui venissero ripristinati i vicepremier.

Insomma, il messaggio dal Quirinale arriva forte e chiaro: attenzione al rimpasto, perché Conte non potrebbe sottrarsi al voto dell'aula.

Insomma, occhio al rimpasto: potrebbe costare a Conte la premiership.

E, forse, è proprio questo il punto a cui, segretamente, aspira il Pd.

*www.liberoquotidiano.it

tutti pazzi per la Civita

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