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"Chi sono i politici vincenti"

di Alessandra Benignetti*

Algoritmi social, credibilità e umanizzazione del candidato: oggi la comunicazione è fondamentale per vincere le elezioni.

Ecco quali sono i leader che la usano meglio.

Cosa c’è dietro la popolarità di Giuseppe Conte?

E al successo di Matteo Salvini e Giorgia Meloni?

In una epoca sempre più social ed interconnessa, spesso è la comunicazione a muovere gli equilibri in politica, e perché no, anche a decidere l’esito delle campagne elettorali. Ecco perché gli spin doctor di successo finiscono per diventare quasi più famosi degli stessi politici.

È il caso di Rocco Casalino, uomo ombra dell’ex premier, o del team che si occupa della comunicazione social del leader leghista con "La Bestia", il sistema di algoritmi che consente di scandagliare il web e centrare il sentiment della popolazione ad ogni post, facendo incetta di like e consenso.

Ma quanto contano strategie e calcoli informatici, e quanto le persone?

A rispondere è Tiberio Brunetti.

Quarant’anni e 15 di esperienza come consulente politico ed istituzionale, ha fondato Spin Factor, che si occupa di comunicazione e posizionamento politico, con l’aiuto di "Human", la propria piattaforma di web e social listening realizzata interamente da sviluppatori italiani, con un algoritmo Made in Italy che consente di analizzare e segmentare dati su personaggi, brand, istituzioni e partiti per sviluppare analisi di scenario e progetti di comunicazione strategica.

Nel tempo si è conquistato la fama di stratega delle campagne elettorali impossibili: "Tra candidati presidente di regione, candidati sindaco e candidati a Parlamento ed Europarlamento abbiamo seguito decine di campagne negli ultimi 4 anni, vincendone oltre il 90%".

"Prima di tutto spiega a ilGiornale.it - viene sempre il lato umano, puoi avere anche lo strumento giusto o il più efficiente, ma se il candidato non è autentico e credibile, è come dare una Ferrari in mano ad un neopatentato".

Le parole d’ordine per sfondare, insomma, sono tre: "Autenticità, credibilità e semplicità". "Quello che conta – va avanti l’imprenditore - è l’autenticità, sulla quale si aggancia la credibilità, che deve essere portata avanti con la semplicità".

L’aspetto psicologico, quindi, è fondamentale per costruire il posizionamento di un candidato o di un leader politico. Sia in relazione alla persona, che al pubblico al quale ci si rivolge. Poi ci sono le strategie. "Il candidato – spiega l’ad di Spin Factor – va portato nella casella giusta, l’avversario in quella sbagliata".

Come? "Ad esempio, non si deve mai scendere in polemica diretta con il competitor, ma lasciarlo fare ad altre figure del proprio schieramento".

La psicologia – materia in cui è laureato Brunetti e che rappresenta l'arma segreta nella lettura del candidato e delle campagne - entra in gioco anche nella scelta dello slogan: "Deve essere calibrato sulla base della persona che si candida, ma soprattutto deve essere trasferibile al pubblico, che sono gli elettori". Ma nello scenario politico italiano chi è che si destreggia meglio nei meandri della comunicazione politica? "Sicuramente - assicura - Giorgia Meloni e Matteo Salvini utilizzano gli strumenti giusti e sono credibili". "Le immagini semplici che trasmettono sui loro canali social – chiarisce - passano un messaggio di prossimità".

La buona riuscita dell’operazione, però, non è scontata.

"Alla base ci deve essere sempre la credibilità, altrimenti succede come con la famosa passeggiata con il cagnolino di Mario Monti, fu una chiara operazione mediatica che però naufragò proprio per la sua scarsa credibilità".

È proprio con questo parametro che si spiegano le fluttuazioni dei partiti e dei leader nei sondaggi. Per illustrare meglio il concetto, Brunetti usa una metafora, quella del "salto dello squalo": "Quando la serie Happy Days era all’apice della popolarità, gli sceneggiatori idearono una nuova stagione che iniziò con Fonzie che saltava un squalo con il surf.

Un’immagine poco credibile, che inaugurò la fase discendente della sit-com".

"Renzi - va avanti - ha fatto il salto dello squalo con il referendum del 2016 e da allora è iniziata la sua fase discendente, Salvini si è fermato poco prima del salto e vive una fase di stallo, mentre Giorgia Meloni, invece, è quella che al momento guadagna consensi proprio in virtù di scelte politiche credibili".

"Anche sull’ex premier Giuseppe Conte – prosegue Brunetti – è stato fatto un lavoro straordinario".

"Al netto delle polemiche, la strategia di mettere la faccia su ogni provvedimento, comunicandolo in diretta, con tono colloquiale, entrando nelle case degli italiani, gli ha consentito di mettere insieme una platea smisurata sui social, su cui ora può contare, e di mantenere un’altissima popolarità anche dopo la caduta del suo governo, a prescindere dai risultati politici effettivamente ottenuti".

"Su Draghi, invece, - ragiona lo spin doctor - all’inizio si è fatta una comunicazione sbagliata: lo hanno presentato come salvifico, senza poi fargli instaurare una comunicazione con i cittadini".

"Oggi – chiarisce Brunetti - il modello vincente di comunicazione televisiva inaugurato da Berlusconi negli anni ’90 si è trasferito sulla rete: i social non sono più una realtà virtuale ma fanno parte della nostra vita, tutti esistiamo anche sui social e attraverso questi network formiamo il nostro pensiero".

Qual è, quindi, il segreto per vincere le elezioni?

"Le persone in questo momento storico hanno bisogno di sicurezza, per questo la figura vincente è quella di un leader forte ma dai toni pacati, che alla polemica sostituisce la proposta".

"Per far uscire il Paese dalla crisi – conclude lo spin doctor - serve unire e rassicurare, e questo, rispetto alla polemica sterile, paga a livello comunicativo".

*www.ilgiornale.it

tutti pazzi per la Civita

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