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Il settore manifatturiero punta alla sostenibilità

Dal rapporto Greenitaly una radiografia dello stato dell'economia verde.    

In Italia sono oltre 432 mila le imprese dell'industria e dei servizi con propri dipendenti ad aver investito, tra il 2015 e il 2019, in prodotti e tecnologie green.

Per essere precisi, il 31,2% dell’intera imprenditoria extra-agricola e il 35,8% del settore manifatturiero.

È quanto emerge dall’undicesimo rapporto GreenItaly, presentato da Fondazione Symbola e Unioncamere, che misura la forza della green economy nazionale.

Gran parte degli investimenti delle imprese green è dedicata all’efficienza energetica e alle fonti rinnovabili.

Le aziende green hanno reagito meglio allo shock economico provocato dalla pandemia di Covid-19.

Secondo un’indagine svolta sempre da Symbola e Unioncamere nel mese di ottobre 2020, chi si è convertito alla filosofia verde è diventato (e probabilmente resterà) più resiliente degli altri.

Tra le imprese che hanno investito sulla sostenibilità, il 16% è riuscito ad aumentare il proprio fatturato, contro il 9% delle imprese non green.

Inoltre utilizzano o hanno in programma di utilizzare in misura sempre più preponderante tecnologie 4.0.

Green e digitale insieme rafforzano la capacità competitiva delle aziende italiane.

Quelle orientate al 4.0 nel 2020 hanno visto un incremento di fatturato nel 20% dei casi.

L'Italia è anche il primo Paese europeo per numero di aziende agricole impegnate nel biologico, dove gli operatori coinvolti sono saliti a ben 80.643 nel 2019.

Il più interessante primato assegnato da Greenitaly è però nel campo della chimica verde e delle bioplastiche, soprattutto per quanto riguarda la ricerca e l’innovazione.

I prodotti di questa nuova chimica sono utilizzati da un numero sempre crescente di imprese di filiera, dall’agroalimentare al tessile.

 Per ottenere produttività e competitività con la sostenibilità oggi la chiave proposta al mercato è sfruttare la digitalizzazione

E’ possibile realizzare già oggi una industria del futuro sostenibile, resiliente e digitale con progetti di innovazione a tutto tondo, come quello che Schneider Electric ha messo in piedi per OMAG, sua azienda cliente nel settore del confezionamento.

L’obiettivo di Schneider Electric è consentire a tutti di sfruttare al meglio l’energia e le risorse, coniugando progresso e sostenibilità. 

In ambito manifatturiero, questo significa connettere macchine e linee produttive a sistemi di controllo e software con cui elaborare i dati ottenuti, per migliorare continuamente l’efficienza e l’uso delle risorse e attuare nuove strategie.

Con il supporto di Schneider Electric, la macchina CS/10 per il confezionamento in stick-pack di OMAG, è stata sottoposta a un'analisi per misurarne l’impatto ambientale dalla progettazione al fine vita.

L’obiettivo è di aumentare l’efficienza energetica e ridurre il consumo di materiali grezzi, coinvolgendo anche la catena di fornitori e dunque allungando la catena della sostenibilità.

L’applicazione di soluzioni ad alta efficienza energetica, come i motori elettrici brushless (“senza spazzole”) completa il percorso verso la riduzione dell’impatto ambientale, consentendo un risparmio di corrente fino al 20%.

Infine, con una macchina connessa, che usa tecnologie digitali, OMAG ha la possibilità di offrire alle aziende che acquistano le sue macchine servizi innovativi per la gestione e la manutenzione, proseguendo sul percorso virtuoso della sostenibilità.

*www.greenandblue.it

tutti pazzi per la Civita

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