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Nel vuoto politico s’ode il rintocco della pendola.

di Davide Giacalone*

Oramai è quello il confine dello scontro, la frontiera della civiltà: a che ora si deve chiudere la vita sociale. Per giunta con l’evocazione bellica del “coprifuoco”, giacché non bastasse la sfortuna del virus ci si becca anche la penuria del vocabolario e la tristezza dell’immaginazione.

Da quando il presidente del Consiglio si presentò in conferenza stampa, rendendo conto della campagna per i vaccini e delle misure di contenimento, specificando subito che le parziali riaperture era un “rischio calcolato” (da cui le battute sugli errori di calcolo) e aggiungendo che alla metà di maggio si sarebbero visti i dati, verificato l’andamento reale di contagi, ricoveri e trapassi, e, quindi, stabilito se confermare, allentare o stringere quelle misure, da quel momento è tutto un intonare “si apra subito tutto e senza limiti”, cui segue il controcanto “fermi, le chiusure salvano la vita”.

E siccome la commedia degenerava in telenovela, quelle che un tempo erano l’empireo delle trame stagnanti e delle recite canine, i duellanti s’incaponivano a dire “guai se non si rivede entro la metà di maggio”.

E gli altri: “Guai se si rivede prima della metà di maggio”.

In un incanto del vuoto che si trascina ancora oggi, come se Mario Draghi non avesse detto: ne parliamo a metà maggio.

La domanda è: credono che il pubblico (pagante) sia composto da allocchi o son loro a incarnare quegli incolpevoli rapaci?

La risposta scocca nel vuoto di idee, proposte e politiche: sono alleati e colleghi nel medesimo Governo, al contempo sperano di potere sollecitare voti contro l’altro.

Da qui i versi stonati della singolar tenzone sulla notte di Cenerentola.

Il gioco che li impegna funziona così: se dici una cosa, affermo subito il contrario.

Vince chi riesce a dirla prima, costringendo l’altro a negare.

Vince, si fa per dire.

Stufano, più che altro.

Un dettaglio, me ne rendo conto: il Regno Unito, un paio di mesi avanti nelle vaccinazioni, ha allentato i vincoli, oggi simili ai nostri, e li molla da lunedì prossimo.

Qui c’è una sola cosa su cui puntare: che noi tutti, cittadini di proclamolandia, si abbia una qualche senso di responsabilità più di Rodrigo e Dolores.

(*) Tratto da Formiche.net

 *www.opinione.it

tutti pazzi per la Civita

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