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Salvini apre con un obiettivo a lungo termine

di Francesca Bernasconi*

Il dibattito nel centrodestra

"Partiti unici possono essere obiettivi a lungo termine".

Così, Matteo Salvini ha commentato l'idea di un'unione tra le forze di centrodestra. Un'eventualità, quindi, che non viene rifiutata a priori, ma che potrebbe essere oggetto di una riflessione a lungo termine.

A parlare per primo di un partito unico, andando oltre l'idea della federazione lanciata dal leader della Lega, era stato Silvio Berlusconi che aveva ipotizzato di unire Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia in un solo partito.

Due giorni fa, Berlusconi aveva presentato la proposta nel corso di una riunione del gruppo a Strasburgo, parlando del "Partito del centrodestra italiano", che si fonderebbe sul modello del partito laburista inglese o dei Repubblicani francesi.

Una visione che va oltre la federazione lanciata da Salvini, un progetto a largo spettro e sicuramente di non facile realizzazione, che darebbe "vita a una grande forza del centrodestra, un grande partito conservatore liberale riformista e garantista, sul modello del partito repubblicano statunitense, in vista delle politiche del 2023".

A precisare l'idea è stato Antonio Tajani che, parlando del progetto di unione, ha specificato: "Nessuno ha parlato di fusione. Berlusconi è un federatore, ha dato una visione del centrodestra del futuro".

Un'idea che "sta prendendo piede" all'interno di Forza Italia perché, continua Tajani, "noi dobbiamo dare una scossa al centrodestra.

Non basta vincere, bisogna anche governare, bisogna essere credibili e rappresentativi in Europa e nel mondo".

Dopo le dichiarazioni sulla possibilità di un partito unico, Matteo Salvini aveva spiegato che "i partiti unici non si inventano dalla mattina alla sera".

Una precisazione che non significa affatto chiusura totale.

"Io ho detto che se le forze di centrodestra al Governo si mettono insieme e parlano con una solo voce diamo un servizio al Paese e al Governo.

Partiti unici possono essere obiettivi a lungo termine", ha spiegato questa mattina il leader del Carroccio ai microfoni di Radio Anch'io su Rai Radio1.

"Berlusconi - ha quindi spiegato - lo sento frequentemente, ho convocato un tavolo del centrodestra. Fa parte del mio lavoro incontrare, ascoltare e suggerire".

È possibile, quindi, che si procederà in maniera graduale, prima pensando a una semplice collaborazione a livello parlamentare, dando vita alla federazione proposta da Salvini, per poi pensare alla realizzazione del "Partito del centrodestra italiano", come obiettivo da raggiungere gradualmente in vista delle Politiche del 2023.

La prospettiva, quindi, è quella di arrivare a fine legislatura.

Più scettica, invece, Giorgia Meloni, leader di FdI, che ha precisato: "Il partito unico ha più rischi che vantaggi".

La frenata sulla possibilità di unire il centrodestra si accompagna però a un'apertura riguardo alla federazione: "Un'idea intelligente.

Serve a difendersi dall'aggressione della sinistra che pretende di imporre le proprie politiche in maggioranza", ha precisato la Meloni.

A questo scopo, ha continuato Meloni, nel corso di un'intervista al Corriere della Sera, "mi sembra utile un maggior coordinamento, aiuta il lavoro".

Ma allora, perché non pensare a unire i tre partiti in uno solo?

"Ho sempre pensato che le specificità di ogni partito siano la forza del centrodestra- ha spiegato il leader di FdI- Rappresentiamo più del 50% degli elettori: omologare tutto ci farebbe perdere più di quanto potremmo guadagnare".

E ricorda: "Io ho vissuto l'esperienza del Pdl: dopo lo slancio iniziale, riuscire a conciliare le diverse identità ha portato a scontri e a mediazioni poco efficaci.

Il partito unico ha più rischi che vantaggi".

Per il momento, quindi, sembra che la soluzione che mette tutti d'accordo sia la creazione di una federazione, ma volgendo lo sguardo al futuro si potrebbe pensare anche alla realizzazione del partito unico.

*www.ilgiornale.it

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